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Caspar. David Friedrich - Viandante sul mare di nebbia

In questo appunto vengono presentate la figura e la vita di Caspar David Friedrich, e viene compiuta anche un'analisi dell'opera Viandante sul mare di nebbia.

E io lo dico a Skuola.net
Caspar David Friedrich (Greifswald 1774-1840 Dresda)

- Immerso nel suo lavoro e distante dalla realtà e dalle realtà accademiche
- chiuso in sé stesso
- rapporto privilegiato con la natura: visione umiliante dell’uomo→particella minuscola dell’universo, uomo solo piccolissimo spettatore della natura, che non comprende nella sua natura più intima
- difficoltà psicologiche, rapporto morboso con la madre e la famiglia
- formazione classica ed accademica, ma anche rigidamente protestante→freddezza nei rapporti affettivi familiari, ma fede profonda ed ossessiva
- molti tentativi di suicidio
- Studio alla regia accademia di Copenaghen [la Pomerania faceva parte della Svezia]
1798: dopo breve periodo a Berlino, trasferimento a Dresda [dove era presente una ricca Galleria nazionale in cui poté studiare artisti rinascimentali] →attrazione per i lati mistici dell’uomo, senso di mistero e finitezza dell’uomo di fronte alla natura
- stile ancora legato alla tradizione: disegno di contorno sottile ma netto, prospettiva perfettamente calcolata, campitura piatta e tradizionale
- misogino
- pittura importante sia per il realismo che per il simbolismo
- importanza postuma, in vita non ebbe riconoscimenti
Abbazia nel querceto→molto amato da Hitler. Tema molto presente in Friedrich. Non abbazie piene di vita: natura totalmente morta (cespugli secchi, alberi senza foglie…)→meditazione sulla morte spirituale e carnale (Per vivere in eterno bisogna abbandonarsi alla morte)←spiritualità romantica→volontà di inserirsi nella natura. Atteggiamento simile a quello di Goethe.

Viandante sul mare di nebbia (1818)
Emblema iconografico del Romanticismo. L’uomo, di spalle (tipico in Friedrich→il pittore guarda l’infinito, ma è parte stessa di esso), è una sagoma nera, quasi un prolungamento della rocca scura su cui è. Il viandante diventa simbolo dell’uomo che si stacca dalla realtà quotidiana e che è proteso verso l’infinito. [Il compito di un’opera d’arte è di riconoscere lo spirito della natura, comprenderlo, registrarlo, e renderlo con tutto il cuore e il sentimento.]→no realismo. L’opera è riflesso dell’animo del pittore. Niente più oggettività. Opera d’arte: unico strumento di comunicazione col mondo da parte dell’artista.

1835: colpo apoplettico che comportò una menomazione fisica, quasi paralizzato. Abbandono della pittura, solo disegno a sanguigna (utilizzato per disegni preparatori)
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