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Felice Casorati - Gli scolari


A dispetto del titolo, il vero soggetto dell'opera è la geometria, non solo in virtù del fatto che coni, circonferenze e formule numeriche trovano posto sulle pagine bianche del libro e sulla superficie nera della lavagna, ma perché il pittore ha impostato tutta l'immagine con matematico rigore: la sfera del mappamondo; i volti ovali, simili a quelli di Piero della Francesca, degli studenti; il tavolo quadrato, ricoperto dal drappo verde, meticolosamente disegnato e in prospettiva, così come la vertiginosa fuga verso il fondo del pavimento a mattonelle. Nonostante l'impiego di tanta salda geometria e scienza prospettica, l'opera non si avvicina però alle solide certezze rinascimentali; al contrario essa produce un senso di sottile inquietudine, di sospesa immobilità, al quale è difficile sottrarsi. L'osservatore non può, infatti, che sentirsi a disagio: è a lui che si rivolgono gli occhi sbarrati del bambino in primo piano e l'enigmatico giuramento della bambina che si porta la mano sul cuore. Contro il male di vivere dell'uomo contemporaneo, sembra dire il dipinto, nulla possono i postulati delle scienze esatte.

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