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Bauhaus

Appena finita la guerra, nel 1919, troviamo una Germania che si riorganizza con forme di governo più democratiche e un clima apparentemente di rinnovamento e libertà, questo è un terreno fertile per l’iniziativa che Gropius vuole portare avanti.
Vuole organizzare una scuola chiamata Bauhaus (termine neutro), che significa “casa dell’architetto” nella quale vuole unire l’artigianato, l’industria e l’arte in una sintesi di discipline; per lavorare in questa scuola chiama i più grandi del tempo tra cui Kanddinskj, Paul Klee, Itten, Albers e Breuer (che è un ex allievo del bauhaus, creerà la sedia Vassili).
Maestri e allievi collaborano fianco a fianco, ci sono vari maestri: di forma, di colore ecc e sono divisi in diversi laboratori dove sperimentano e realizzano quello che progettano.
Il progetto di Gropius sembra riuscire anche per il clima favorevole, le tensioni inizieranno quando la Germania sente più forte il sentimento nazionalistico e cominciano a vedere di malocchio questi maestri (russi, particolarmente Kandinskj) che avevano paura fossero sovversivi.

Nel 1925 la scuola è costretta a lasciare Weimar e si trasferisce a Dessau, dove viene accolta da un consiglio comunale e da un sindaco più aperti; sarà Gropius a progettare e realizzare la nuova sede con la diffusione dello stile funzionalista, dove ogni parte è progettata per una particolare funzione.
Il corpo è formato da due parti ad “L” incrociate; da una parte ci sono i laboratori con le vetrate, che hanno un significato simbolico: non hanno niente da nascondere; nella parte centrale ci sono gli uffici e la biblioteca; nella parte più alta gli alloggi degli studenti e in quella più bassa il teatro e la mensa.

Gropius decide di lasciare la direzione per tensioni interne e Meyer prende il suo posto; intanto il nazismo diventa sempre più predominante, tutto ciò che non vi è legato è da eliminare.
Il sindaco cerca di mediare sostituendo Meyer con Mies Van Der Rohe che è meno schierato politicamente ma la situazione è insostenibile e nel 1932 si dovranno trasferire a Berlino dove prenderanno dei garage e dei locali per insegnare; la scuola sarà chiusa definitivamente nel 1933 dai nazisti.
Sarà importante per la creazione del design che utilizza la tecnica dell’arte e l’esperienza dell’artigianato al servizio dell’industria.

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