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Art nouveau

Gli ultimi decenni del XIX secolo sono gli anni della seconda rivoluzione industriale e della belle époque, durante la quale il benessere economico e l'espansione capitalista interessava settori sempre più vasti generando nuove iniziative artistiche e culturali. Numerose attività artigiane scomparvero per la concorrenza spietata dell'industria. Gli oggetti prodotti dalle macchine in serie erano tutti uguali, standardizzati prive di qualunque valenza estetica, personalità e raffinatezze lavorative, non si poteva più riconoscere il lavoro dell'uomo. La quantità ha sopraffatto la qualità.
Nel 1861 William Morris diede vita alla ditta "Morris, Marshall, Faulckner & Co." che produceva elementi per l'arredo e per la decorazione delle abitazioni, nella quale l'operaio doveva realizzare oggetti sia utili sia belli(l’operaio doveva diventare “creatore di opere d’arte”). Egli infatti riteneva che bisognasse restituire al lavoro operaio quella spiritualità e quel sentimento che erano stati eliminati dall’introduzione delle macchine e dalla produzione in serie: il piacere creativo dell’artigiano si sarebbe dovuto conciliare con il lavoro industiale.Tuttavia questa produzione essendo di alta qualità finiva per rivolgersi solo a poche persone escludendo le masse operaie che avrebbero dovuto beneficiarne. Quindi Morris fondò la ”Arts and Crafts Exhibition Society", un'associazione di arti e mestieri che si prefiggeva di conciliare la produzione industriale con l'arte in modo che ogni oggetto, anche e di basso costo, avesse un bel disegno, tentava di essere competitiva con le industrie opponendo allo scialbo oggetto industriale il prodotto dell’artigiano e consentendo anche ai meno abbienti di acquistare oggetti di uso comune di buona qualità e a basso costo (industria diversificata).

C’è, duqnue, l’esigenza di un’arte diversa e moderna in linea con il progresso dei tempi e con le nuove aspettative dell’uomo ma al tempo stesso capace di recuperare quei valori ideali e fantastici che l’eccessivo ottimismo positivista ha finito per cancellare (arte contro il positivismo). L’ art nuoveau incarna i contenuti rinnovatori ,non è arte d’evasione ma esprime il gusto di un’epoca che sta precipitando verso il primo conflitto mondiale. Si sviluppa in modo diverso in ogni paese d’Europa tuttavia resta fedele ad alcuni aspetti comuni. La sua costante oltre il decorativismo sta nell’ uso dei nuovi materiali sia per le strutture che per gli elementi decorativi e la sperimentazione e l’uso assolutamente anticonvenzionale di materiali noti.

Le caratteristiche principali del movimento, comuni a tutte le varianti geografiche e temporali, sono:

• ispirazione naturalistica (petali di fogge fantasiose, foglie assottigliate di colori evanescenti, rami intrecciati e radici avviluppate, in una moltiplicazione di curve e controcurve) e alle efficaci incursioni nel mondo animale riletto in chiave simbolista (numerosi i cigni e i serpenti), notevole sviluppo ebbe la riflessione sulla figura umana, soprattutto femminile e mitologica, anch’essa estremamente stilizzata, definita dalla linea prima che dal volume (frequenti le ninfe, le ondine, le dee);
• l'impiego di motivi stilistici derivanti dall'arte giapponese;
• lo studio delle forme che prevede arabeschi lineari e cromatici; una preferenza per i ritmi impostati sulla curva e le sue varianti e nel colore, per le tinte fredde , attutite, trasparenti;
• la rinuncia alla proporzione e all'equilibrio simmetrico; la ricerca di ritmi musicali, con marcati sviluppi in altezza o in larghezza ed andamenti per lo più ondulati e sinuosi;
• l' evidente, costante proposito di comunicare per empatia un senso di agilità , elasticità, leggerezza, gioventù, ottimismo.
• Decorativismo: linee sinuose, ripetitività dei motivi,tralci di fiori e foglie stilizzate, stampe giapponesi e orientali.

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