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FUTURISMO

Il futurismo è un movimento programmato, l’ideatore è Filippo Tommaso Martinetti che, il 9 febbraio 1909, ha pubblicato il manifesto del futurismo sul “Figarò” un giornale parigino; questo manifesto era provocatorio, affermava di voler “distruggere” le città antiche per trasformarle in città nuove (es. a Venezia trasformare il canal grande in porto e gli altri canali prosciugati).
Scrive: “Ribellatevi voi lerci custodi del più grande bordello del passato” “E’ più bella un’automobile rispetto la Nike di Samotracia” (statua senza testa, rappresentata nel momento in cui sta per spiccare il volo); le donne erano viste con disprezzo, vi era una grande esaltazione maschile; in seguito cambierà idea e si batterà per il matrimonio e la famiglia. Inoltre la guerra era vista come “la sola igiene nel mondo”.

Il futurismo si propone come movimento rivoluzionario, che vuole tagliare con il passato (considerato negativo) in modo deciso e netto.
Una nuova concezione della musica subentra: il rumore delle macchine; inoltre si cominciò a disegnare i vestiti.
L’architettura, la pittura e la scultura erano visti come modello di vita totalizzante.
Il futurismo è caratterizzato dalla pubblicazione di altri tre manifesti:
- manifesto della pittura futurista (11 aprile 1910) firmato da Boccioni, Balla, Carrà, Severino e Russo;
- manifesto della scultura futurista (11 aprile 1912) firmato da Boccioni;
- manifesto dell’architettura futurista (11 luglio 1914) firmato da Sant’Elia.
In questo modo l’Italia entra con tutti i diritti a far parte delle avanguardie, la città che meglio rappresenta è Milano che viene scelta come centro di divulgazione.
La loro tecnica assomiglia al cubismo con la scomposizione di piani; il cubismo e il futurismo si odiano tra di loro e si accusano a vicenda di plagio e diranno:“i cubisti, componendo un oggetto in piani, lo uccidono”.
I futuristi dicono : “quando vedo un cavallo che corre non vedrò 4 gambe ma 16 o 20; quando sarò seduto sul divano io entrerò nel divano e lui entrerà in me; quando il tram passerà tra le case, il tram entrerà nelle case e le case entreranno nel tram”.
Allo scoppio della prima guerra mondiale tutti i futuristi vengono arruolati e molti di loro torneranno feriti (Marinetti rimarrà ferito gravemente) e alcuni moriranno come Boccioni (non durante una spedizione ma cadendo da cavallo durante un’esercitazione militare) e Sant’Elia.
Carrà verrà ricoverato per una grave crisi depressiva a Ferrara dove conoscerà De Chirico che vi lavorava e dall’unione dei due nasce la metafisica.

BOCCIONI UMBERTO

Nasce a Reggio Calabria nel 1882 e muore nel 1916 vicino Verona. Va a studiare presto a Roma dove incontra Balla, di 11 anni più vecchio, e studia con lui.
Agli inizi sperimenta molto: si avvicina alla pittura divisionista, in seguito con Marinetti vuole cercare un nuovo modo di esprimere l’arte.
I futuristi puntano sul movimento che è il fulcro di tutta la loro ricerca.
In seguito Boccioni va in Francia a Parigi dove fa una mostra e conosce i dipinti di Picasso.

“La città che sale”: c’è la contrapposizione di due forze: il cavallo che sale in diagonale si scontra con l’altro cavallo; c’è un dinamismo delle forze in cui l’uomo non riesce a tenere la forza dell’animale. Sullo sfondo la città è rappresentata come una specie di cantiere: è Milano che sta diventando una metropoli. La tecnica risente del movimento divisionista.

“Forme uniche nella continuità dello spazio”: è una scultura rappresentata sulla moneta da 20 centesimi; rappresenta un uomo in movimento che corre e lascia dietro di sé una scia che si solidifica. Le braccia aerodinamiche non si vedono perché quando si corre si hanno accanto al busto.

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