Giotto

Il 300 è un periodo importante per l’arte italiana, si raffigura sempre di più la borghesia e la committenza inizia ad essere laica. Si dà più importanza alla vita quotidiana dell’uomo poi determinante per il 400, da un punto di vista nasce l’Umanesimo con Dante Boccaccio.
La figura fondamentale in arte è Giotto ( nasce a Colle Vespignano, nei pressi di Firenze nel 1337 forse), ma non si sa molto delle sue origini. Un importante artista Giorgio Vasani, alla metà del 500, che oltre al essere architetto scrisse le vite dei artisti più importanti. Inizia proprio con Giotto, il rinnovamento di tutta la cultura, il rinascimento fiorentino, fu colui che diede il termine al periodo gotico. Visto che Giotto mette l’accento sulla novità parte da lui. Il Vasani racconta dei annedoti, tra i quali quello della mosca, che dice che Giotto, allievo di Cimabue, il quale gli dice di far attenzione al quadro fresco non lasciando posare le mosche, dipinse una mosca che sembrava talmente vera che Cimabue ci cascò e rovino il quadro, ciò rappresenta che fin da giovane era particolarmente dotato. Inizialmente lavorò a Roma, anche se di questa prima influenza non ci sono resti, ma si sa che venne ad Assisi, dove realizzò le storie di Isacco, dove si fa anche conoscere e gli vengono affidati compiti più importanti, gli affreschi della basilica superiore, ciò significa che avevano già notato la sua bravura. È accertato che non realizza tutto da solo, intorno c’erano i suoi allievi, naturalmente Giotto realizzava le parte principali e dava le impostazioni. L’interno della chiesa, grande aula rettangolare con un’ unica navata, con un alto zoccolo (differenziazione tra la base del muro e la parete), che era già stato pensato perché doveva contenere gli affreschi con la storia di S. Francesco. Organizza lo spazio con ogni parte tra i pilastra con inserito in una finta architettura, dove a sua volta c’è un'altra zoccolatura come se fosse fatto di stoffa, sopra c’è una specie di trabeazione dipinta con delle colonnine tortili che reggono un architettura (tutto dipinto). Questo modo di trattare la parete riporta molto all’idea romana, questo perciò porta a pensare che prima era stato a Roma. Ciò gli consente di creare degli spazi come delle finestre, una scatola dove si svolge una scena, uno sfondamento della parete. Nei primi affreschi è più inciso, poi diventa più raffinato. Le scene rappresentate sono 28, si parte dall’altare. In tutte queste scene la novità è che Giotto porta per esempio analizzando il dono del mantello, la più grande novità per esempio rappresentando S. Francesco tra un uomo e un asino, con le grandezze normali di un uomo, in carne ed ossa. S. Francesco è una figura chiave, tutti i vescovi si arricchiscono e non pensano ad aiutare la gente, invece lui porta una rivoluzione, lui r5icco si spoglia davanti a tutti e da i suoi beni. Anche il considerare tutto il creato con la stessa dignità. Il cielo è blu, non c’è più il dorato, è il mondo terrestre la vita quotidiana, la santità tra gli uomini. Inoltre c’è una forte impostazione geometrica. Sulla fig. 5 gli uomini sono posti organizzati simmetricamente. Se si tracciano le diagonali del quadrilatero al centro c’è il volto di S. Francesco, e questo linguaggio semplice si considera allo stesso livello che porta la lingua italiana. Sulle montagne si contrappone la vita di un uomo tra impegno civile preghiera. Man mano si va avanti con l’utilizzo della prospettiva, sempre più perfezionata e realistica. Nella fig. 11 con il trono ci stanno gli uomini con delle colonne che evidenziano lo spazio. La rinuncia agli averi dove S. Francesco appare appena coperto e da una parte c’è la chiesa, dall’altra il padre trattenuto che non era contento, poiché era un mercante di stoffe con dei valori e voleva donare i suoi beni all’unico figlio maschio che aveva. Ha una sua corporeità, c’è un asse di simmetria, da una parte al città dall’altra la chiesa. Dal cielo esce la mano di Dio, segno che è d’accordo, ed è in linea diretta con la mano di S. Francesco. Nel accertamento delle stimmate c’è una forte prospettiva del crocifisso. In tutte le scene la natura non è molto rappresentata, è rigogliosa, abbondante nella predica agli uccelli. Sotto gli alberi sono piccoli, non ha molta importanza perché è solo di ambientazione.

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