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Lorenzetti Ambrogio:

Ambrogio dipinse sulla parete breve di destra la rappresentazione allegorica del Buon Governo, che è completamente inondata di luce; nella parete immediatamente adiacente dipinse la città di Siena e la sua campagna; Sulla parete che si trova di fronte entrando, dipinse invece la rappresentazione allegorica del Cattivo governo e i suoi effetti in Siena e nella campagna devastata. Gli affreschi del Buono e Cattivo governo, al di la del loro inestimabile valore artistico, furono il primo esempio storico di proclama politico all'intera comunità. Gli elementi della scena non sono puramente allegorici, raffigurano Siena con scene di tranquilla operosità, nelle serene e quotidiane attività con artigiani, muratori all'opera per i nuovi edifici, donne affaccendate da una parte e contadini e allevatori nella campagna.
La luce della Sala dei Nove, che cade sulla parete dove è raffigurato l'Effetto del Buon Governo, i colori vivaci che sfumano dolcemente, l'atteggiamento dei soggetti e l'atmosfera placidamente operoso, creano un effetto di grande serenità. La Sapientia regge la bilancia della Giustizia, assisa sul trono, e le dispensa ispirazione per tutte le sue sentenze, che possono dare conforto ai più meritevoli, o implacabile castigo per i colpevoli.
Nell' allegoria degli "Effetti del Cattivo Governo", le atmosfere cambiano radicalmente, con colori violenti e cupi, paesaggi desolati, atti di violenza e saccheggio, personaggi dalla valenza diabolica e tirannia del potere. La "Tirannia"che appare come un ibrido diavolo cornuto spoglia la Giustizia delle sue prerogative, la piega ai suoi interessi, ignorando il bene comune. La rappresentazione del Lorenzetti, lascia ben poco spazio alle metafore allegoriche, sugli effetti devastanti del Cattivo Governo in Città e nella campagna), in città le case sono sbarrate, soprusi e violenze sono perpetrati da una soldataglia scatenata. Nella campagna arida e desolata, nessuno lavora. Gli uomini bruciano case e distruggono villaggi. Timor, una vecchia orrida con artigli, svolazza nel cielo oscuro e questa forse è l'unica metafora che vuole simboleggiare la morte.

Gotico Internazionale: I centri creatori del gotico internazionale furono le grandi corti della seconda metà del Trecento per poi diffondersi e confrontarsi con le tradizioni preesistenti nell’arco alpino e in alcuni valligiani. In quegli anni era usuale soprattutto decorare le dimore sia private che pubbliche e le chiese sia centrale che quelle più piccole e non potendosi creare un equilibrio tra astrazioni cortesi e realismo esasperato le regioni alpine preferirono delle tendenze espressive più marcate. Vi è inoltre una mescolanza di temi profani e temi religiosi. Ritroviamo quindi soggetti con temi cavallereschi, come ad esempio Nove prodi e nove eroine, in cui sono raffigurate figure mitiche dell’antichità rivestiti con abiti del periodo, o nella Fontana della Giovinezza, che assume cadenze più vivaci e in cui vi sono anche forme sgraziate e grottesche, e rappresentazioni religiose, che per la loro semplicità costituiscono una Bibbia dei poveri, raffiguranti soprattutto la passione di cristo e le storie dei santi con gli stessi costumi, gesti e linguaggio espressivo. Autore importante di questo periodo è Giacomo Jacqueiro e la sua opera più nota è il ciclo di affreschi nella chiesa dell’abbazia di Sant’Antonio di Ranverso, dove emergono chiaramente le caratteristiche del gotico internazionale, quali la limpidezza dei colori e il contrasto tra la presenza di oggetti lussuosi come il trono della vergine nella Madonna in trono e quelle dei pastori dai tratti plebei.

La produzione lombarda del gotico internazionale è invece costituita da codici miniati e tra questi troviamo il Libro D’ore, ovvero un libro di preghiere per uso privato, in cui sono rappresentate scene cortesi e i personaggi, come San Giorgio e la Principessa, hanno un aspetto esile aristocratico. Famoso miniatore lombardo fu Giovanni de’ Grassi, il quale nel suo Taccuino dei disegni ci offre una serie di disegni di panneggi e animali rappresentati con il massimo realismo. Altri autori di spicco furono Michelino da Besozzo, autore dello Sposalizio mistico di Santa Caterina, dove è in rilievo il trono della Vergine su uno sfondo dorato e privo di tridimensionalità, e della Madonna del Roseto, e Stefano da Verona, che nella sua Adorazione dei Magi, utilizza sia il gusto naturalistico lombardo sia l’eleganza lineare francese. Per quanto riguarda l’architettura in Lombardia troviamo Il Duomo di Milano, che è in stretto rapporto con le grandi cattedrali d’oltralpe rivelando uno stile rivolto soprattutto alla Francia e ai paesi germanici, pur conservando quale caratteristica locale, quali la dilatazione d’impianto e l’accentuato digradare delle navate, il materiale scelto però non è il tipico mattone romanico ma il granito delle cave della val d’osola. In Veneto invece il Canal Grande si arricchisce di sontuose dimore come ad esempio il Ca’ d’Oro che concentrano il loro lusso nelle facciate mediante portici e logge traforate decorate.
L’Italia meridionale è invece un punto d’incontro di diverse culture infatti subisce l’influenza di due percorsi, quella marchigiana lungo la via adriatica e quella francese spagnola lungo la via tirrenica. Ciò è dato dai stretti legami tra Napoli ed Avignone sin dall’inizio del Trecento, per questo motivo vi era un continuo scambio di opere e di artisti che viaggiavano. Un esempio di tale commistione è l’affresco il Trionfo della Morte che è appunto una commistione per costumi, italiani e francesi allo stesso tempo, e per il tema tipicamente gotico. AL centro del dipinto troviamo un cadavere in groppa a un cavallo scheletrico, simbolo della morte, che irrompe scagliando frecce mortali.
Nel primo ventennio del Quattrocento a Firenze si vive una fase di radicale mutamento in cui convivono due diverse correnti artistiche, quella tardogotica e quella rinascimentale. I maggiori esponenti tardogotici furono Lorenzo Monaco e Masolino. Per quanto riguarda Lorenzo Monaco egli va annoverato per il suo segno talvolta tagliente e per le sue modulazioni lineari di grande raffinatezze, come si può notare ne l’Adorazione dei Magi, dove vi sono figure slanciate e di estrema eleganza, anche se il suo monacato lo rende molto lontano dal naturalismo del gotico internazionale e ciò si nota anche nelle sue composizioni che appaiono privati di preziosi dettagli naturalistici. Masolino, che aderì solo in parte allo stile rivoluzionario di Masaccio, cerca di costruire spazi propettici realistici come ad esempio nella Resurrezione di Tabita e risanamento dello storpio, ma poi al centro della scena colloca personaggi abbigliati con abiti del tempo fiorentini totalmente estranei alla realtà circostante. Inoltre possiamo dire che gli riveste le sue figure sempre di una ricercata serenità e ciò lo possiamo notare nel Peccato Originale, in netta contrapposizione alla Cacciata dei Progenitori di Masaccio, raffigurata sulla parete opposta della cappella.

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