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Vitale da Bologna - San Giorgio e il drago scaricato 5 volte

San Giorgio e il drago

Le composizioni di Vitale da Bologna sono vivaci sia dal punto di vista cromatico, sia per il dinamismo al limite della concitazione: i movimenti delle figure risultano spesso così caricati da risultare quasi innaturali, come si vede nel San Giorgio e il drago (1340 circa),in cui il santo cavaliere che sta uccidendo il drago con una lancia si sporge in avanti per lo sforzo fino a salire in ginocchio sulla sella, con un movimento disarticolato da burattino. La violenza dell'atto coinvolge anche il cavallo, che si impenna e torce il capo terrorizzato dal drago ma trattenuto per le briglie da san Giorgio. Vitale è interessato all'espressività dell'immagine, non al suo realismo: profondità spaziale e volumi sono trascurati e, benchè il cavallo abbia una massa plastica, il santo risulta invece ritagliato con contorni spigolosi e appiattito dalla stesura compatta del rosso vivo dell'abito e del cielo blu che sembra una lastra metallica. Ne risulta una sensazione di movimento e forza che travalica il significato religioso del quadro per diventare la rappresentazione profana di un cavaliere che salva l'amata. La principessa, che fa capolino a destra ed è caratterizzata ,a differenza del santo, da volumi morbidi, colori tenui e un'espressione timida e nobile, incarna l'altra anima artistica di Vitale, attenta ai dettagli e al preziosismo.

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