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IL RITRATTO DI CRISTO

Le più note icone di Cristo, la Veronica e il Mandylion erano credute acheropite, ovvero impresse miracolosamente dallo stesso Gesù. Entrambe sono andate perdute, ma diedero origine a un’infinità di copie, in quanto le icone potevano essere costantemente riprodotte senza perdere autenticità. Nelle icone più antiche l’immagine di Cristo dipende da queste e altre immagini acheropite che erano considerate quindi veri ritratti di Gesù.
Nella tavola del 6°secolo raffigurante il Pantocratore conservata anch'essa nel Monastero di Santa Caterina del Sinai, un capolavoro della tecnica dell’encausto, l’immagine di Gesù ha chiaramente intenti ritrattistici: il pittore voleva esprimere il carattere umano e nello stesso tempo la divinità di Cristo,alludendo così alla sua doppia natura, prima che la crisi iconoclastica mettesse in discussione proprio la possibilità di esprimerla in pittura.

Questa tipologia di immagine di Gesù ha dato l’impronta generale al tipo di Cristo bizantino: la ritroviamo anche in una moneta di Giustiniano del II secolo, che a partire dal 585 sostituì nelle monete il ritratto imperiale con il volto di Cristo. Questa tradizione iconografica è ispirata a quella di Zeus/Giove nella frangia, nei capelli lunghi e nella barba, una scelta figurativa ancora classicista per rappresentare l’autorevolezza, la sovranità universale e la benevolenza del figlio di Dio.

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