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IL RECUPERO DELL’ARCHITETTURA CLASSICA

L’architettura restò fedele alla tradizione paleocristiana nelle piante delle chiese, mostrando talvolta un influsso orientale mediato dal mondo bizantino: a Benevento, per esempio, la chiesa intitolata,con chiara imitazione di Costantinopoli a Santa Sofia, completata nel 760, ha una pianta centrale a forma di stella con tre absidi; i pilastri e le colonne con capitelli corinzi formano un doppio deambulatorio poligonale dalla straordinaria articolazione delle volte; lo spazio centrale è coperto da una cupola.
L’influenza diretta del mondo classico è visibile nel cosiddetto Tempietto del Clitunno, un piccolo oratorio funebre dedicato al Salvatore che sorge lungo la via Flaminia tra Spoleto e Trevi.
La pianta è quella di un tempietto con quattro colonne corinzie in antis, con le due più esterne, tortili, appoggiate ai muri laterali,come mai sarebbe avvenuto in un tempio antico.

Il frontone, con al centro una croce ornata dal monogramma costantiniano di Cristo e affiancata da girali di vite,è ispirato a quello del Pantheon.
Il linguaggio architettonico è quello epigrafico sono classici: l’edificio mostra la volontà della società longobarda di imitare l’antico. Invece a Cividale del Friuli (Udine) la cappella di Santa Maria in Valle è semplicissima all’esterno e nella pianta (un’aula quadrata voltata a crociera e un presbiterio coperto da tre volte a botte), ma ha l’interno decorato da affreschi e da stucchi raffinatissimi.

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