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Ravenna tardoantica e bizantina

Agli inizi del V secolo d.C. Ravenna divenne capitale dell’impero romano d’Occidente e rimase di tale importanza fino alla fine dell’impero. Dopo il periodo imperiale (486 d.C.) Ravenna inizia ad essere invasa dalle popolazioni barbariche e, in particolare, viene attaccata dal re Ostrogoto Teodorico che la conquistò e creò il Regno Romano Barbarico, con l’appoggio dell’aristocrazia romana. Teodorico muore nel 526 d.C. e gli succede l’imperatore d’oriente Giustiniano, il quale, a partire dal 527 d.C, cerca di ricomporre l’unità dell’impero romano, ormai in mano ai barbari, inviando a Ravenna il generale Belisario.
Scoppiò una guerra nel 540 d.C fino 553 d.C: Giustiniano vinse e trasformò Ravenna in esarcato dell’impero romano d’Oriente. Tra il V e i VI secolo, Ravenna fu sede del potere politico e quindi, da un punto di vista artistico ci furono molte costruzioni, divenne una città ricca e tali interventi artistici si suddividono i 3 periodi storici:

1) Periodo imperiale: fino al 476 d.C.; le opere sono: il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero degli Ortodossi (pag.309 fig.6-7-8);
Il primo intervento pubblico significativo legato alla presenza della corte imperiale d’Occidente fu la costruzione tra il 424 e il 450 della chiesa palatina di Santa Croce, voluta da Galla Placidia, figlia di Teodosio I e vicino alla quale si trova un piccolo mausoleo: il Mausoleo di Galla Placidia.

Il mausoleo di Galla Placidia a Ravenna


Il mausoleo di Galla Placidia è a pianta cruciforme, con l’incrocio dei bracci coperto da una volta emisferica; l’esterno, in laterizi, è spoglio e contrasta con la sfarzosa decorazione musiva dell’interno, centrata sul bellissimo cielo stellato della volta, mosaico parietale altomedievale con ampio uso di tessere a foglia d’oro, inserite con una certa inclinazione, in modo da riflettere al meglio la luce; sulla lunetta posta sopra la porta d’ingresso, è rappresentato il Buon pastore in un ambiente bucolico ancora pienamente ellenistico: la complessa torsione della figura, avvolta in abiti dorati e appoggiati alla croce, le conferisce tridimensionalità. La copertura esterna della cupola è chiamata tiburio e in questo caso ha punta quadrata.

2) Periodo ostrogoto: dal 477 al 540 d.C.; le opere sono di arte bizantina e ariana: Palazzo Imperiale di Teodorico, Battistero degli Ariani, Basilica di Sant’Apollinare nuovo, Mausoleo di Teodorico.

La basilica di sant'Apollinare Nuovo a Ravenna
La basilica di sant’Apollinare Nuovo è una basilica a tre navate poco innovativa nella pianta (longitudinale con abside poligonale di origini orientali), il cui interno è però impreziosito da capitelli corinzi importati da Costantinopoli e al di sopra del quale troviamo il pulvino, che serve a dare lancio alle arcate divisorie.
La decorazione musiva, posta nella navata centrale sopra alle arcate, è formata da 3 registri:
* nella fascia superiore sono rappresentate le colombe e le storie della passione e resurrezione di Cristo;
* nella fascia centrale sono rappresentati i profeti e i santi;
* nella fascia inferiore sulla parte destra è rappresentata una processione o teoria dei santi martiri, rivolti verso Cristo, rappresentato al termine della processione verso l’abside; mentre sulla parte sinistra troviamo la processione delle sante martiri, le quali portano la corona della gloria e sono quindi figure offerenti, cioè che offrono la corona alla Madonna.
In origine questi mosaici furono realizzati in età ostrogota ma furono successivamente modificati in età bizantina dal vescovo Agnello, il quale eliminò alcune immagini. Questo stile è caratterizzato da:
- immagini che simboleggiano la gloria;
- abiti, gioielli e accessori preziosi che rimandano a uno stile aulico, imperiale;
- le figure sono paratattiche, cioè poste su un unico piano;
- non c’è profondità;
- non c’è tridimensionalità;
- gli elementi naturali sono semplicemente decorativi.
I tre elementi d’origine orientale sono: 1) l’abside poligonale; 2) il pulvino; 3) la decorazione musiva a 3 registri.

Il mausoleo di Teodorico a Ravenna


L’edificio fu costruito intorno al 526 d.C. usando grandi blocchi di pietra d’Istria fuori dalle mura, vicino al porto. Il sepolcro si presenta oggi come una costruzione abbastanza spoglia, con l’ordine inferiore scandito da arcate cieche e quello superiore, ravvivato da una serie di colonnine, poi scomparse, e ornato alla sommità da motivi a tenaglia di tradizione barbarica. La copertura è costituita da una cupola formata da un solo gigantesco blocco di pietra, dal quale emergono 12 speroni in cui sono scolpiti i nomi degli apostoli e degli evangelisti (S. Marco = leone; S. Luca = bue; S. Giovanni=aquila; S. Matteo = Angelo).
All’interno la struttura ospita un vano cruciforme al pianterreno e un vano circolare al primo piano, dove si trova un’antica vasca di porfido.

3) Periodo giustinianeo: dal 540 d.C alla fine del VI secolo; le opere sono di arte bizantina: Basilica di San Vitale a Ravenna, Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

La basilica di San Vitale a Ravenna


Per antonomasia è il simbolo dell’arte bizantina sia in ambito architettonico che decorativo.
Si sviluppa in pianta centrale e ha la funzione di cappella palatina, che fu costruita non lontano del nuovo Palazzo imperiale.
La basilica ha pianta ottagonale, con 8 grandi pilastri che delimitano lo spazio centrale, coperto da una cupola leggerissima perché realizzata con tubi cavi di terracotta. L’ottagono è definito da 7 esedre colonnate con capitelli troncoconci dotati di pulvino e da un presbiterio, che culmina nell’abside; l’accesso alla chiesa avviene attraverso un nartece con due torri laterali.
La decorazione musiva, che sovrasta i rivestimenti in marmi colorati e stucco dando vita a un programma figurativo coerente , basato su una sintesi della Sacre Scritture: nel presbiterio sono raffigurate scene tratte dal Vecchio Testamento (l’agnello di Dio), mentre nella calotta absidale Cristo siede su un globo.
La basilica di sant'Apollinare in classe a Ravenna
Ha una pianta tradizionale a 3 navate, illuminate da ampi finestroni aperti nell’abside e lungo i fianchi; l’edificio fu costruito con materiali architettonici proveniente da Costantinopoli.
La decorazione musiva rappresenta il trionfo della tendenza all’astrazione ed è centrata sulla croce.

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