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La basilica di Sant'Ambrogio a Milano


La prima basilica Martyrum, paleocristiana, fu fondata nel 386 in una zona cimiteriale fuori dalle mura di Milano da sant’Ambrogio. Davanti alla chiesa si apre il quadriportico, che fungeva da diaframma tra lo spazio sacro e la città e accoglieva anche le assemblee cittadine e le fiere. Cominciano già da qui, e proseguono poi all’interno, forti giochi di luci e ombre e il contrasto cromatico fra i mattoni tipici del Romanico lombardo, usati per le murature, e la pietra dei sostegni e degli elementi scultorei. Pilastri e arcate del portico continuano sulla facciata e nell’interno, conferendo all’edificio un’unità di gusto classico. La facciata, affiancata da due campanili, ha un profilo a capanna tipicamente romanico, ma è aperta nella parte superiore da cinque grandi e profonde arcate, che creano una loggia: ne risulta una struttura simmetrica e monumentale, che richiama quella di un arco trionfale romano. Il tiburio, ricostruito nel XII secolo, si staglia con il suo volume geometrico e massiccio e appare come la parte più imponente dell’edificio. Con la sua forma ottagonale, i due ordini di logge e il cornicione decorano con i motivi formati dalla disposizione dei mattoni ( a zig-zag, ad archetti, a denti di sega), divenne il modello più seguito nei tiburi romanici lombardi. La basilica ha tre navate e , poiché rispettata la precedente pianta paleocristiana, non c’è transetto e la navata centrale è molto ampia. Al di sopra delle navate laterali e separati da esse mediante una cornice di archetti pensili, si trovano i matronei, le cui arcate corrispondono a quelle sottostanti. Il modulo quadrato delle campate crea un insieme armonico e simbolico; l’assenza del cleristorio, elemento che solitamente rende le chiese romaniche più slanciate di quelle paleocristiane, favorisce la sensazione di un volume unitario.

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