Simone Martini (Siena, contemporaneo di Giotto)

A Siena è tutto molto diverso da Firenze. A Siena a causa degli scambi commerciali con la Francia, l’adesione allo stile gotico è forte e intensa; quindi troviamo un maggiore naturalismo e raffinatezza e non la concretezza di Giotto. La pittura è estremamente raffinata, aristocratica e cortese, preannuncia caratteri del gotico internazionale/gotico cortese.

Maestà, palazzo pubblico di Siena. (Sala del Consiglio)


È la madonna in trono, è di stile gotico ed è raffinato con elementi in oro applicati all’intonaco e sono presenti numerosi santi, come se fossero una piccola corte intorno a questa dama. Non è la realtà popolare e quotidiana di Giotto.
Qui la Madonna sembra una principessa, infatti, è sotto al tendone che sembra quello delle giostre e dei cavalieri del mondo feudale. Ha un carattere mondano poiché è una scena religiosa legata al mondano, non così sacra ma aristocratica.

San Ludovico di Tolosa; Napoli Museo e Gallerie Nazionali di Capodimonte


Si tratta di un sovrano che rinuncia al trono per farsi frate. Ha il saio e il mantello regale, ha il pastorale e la mitria in testa. È Ludovico, il fratello di Roberto d’Angiò. I gigli d’oro in campo azzurro sono il simbolo dei reali di Francia.

Annunciazione (tra i Santi Margherita e Ansano); Firenze Galleria degli Uffizi


Raffinato seggio intarsiato, stoffa tessuta in oro. Gesto naturale quando legge il libro e infila il dito tra le pagine per tenere il segno. L’angelo ha un mantello giallo, arancione ed oro che svolazza, ed è presente un motivo a quadri, all’epoca molto di moda
(Motivo ripreso nella Nascita della Vergine di Pietro Lorenzetti, in particolare nella coperta del lettO; e in un altro affresco di Simone Martini)
Parliamo di naturalismo e non di concretezza di Giotto.

Pietro Lorenzetti (Senese)


Soggiorna a Firenze, quindi ha caratteri senesi ma anche giotteschi. Opera nel 300 e muore nel 348 a causa della peste. Assimila i due stili e la realizzazione dello spazio è giottesca.

La nascita della Vergine, Pietro Lorenzetti, Siena


È un trittico suddiviso da un pilastro (dove dietro c’è una figura vestita di rosso) e l’altro pilastro sembra un muro, ma diventa una scena unitaria. Gli elementi della cornice che separano le tre tavole vengono utilizzati come se fosse la struttura architettonica del dipinto. Tutto è reso prospettivamente. In mezzo troviamo la Madonna, da bambina. A sinistra il ragazzino dice al padre che è nato. Sant’Anna è spossata sul letto, due donne lavano il bambino, mentre altre due donne portano asciugamani con frange e ricami (ricercatezza e precisione di frange e ricami: è una raffinatezza senese e di Firenze). È presente un motivo a quadri, all’epoca molto di moda, nella coperta del letto (vedi Simone Martini)
Ripropongono aspetti della pittura fiorentina e giottesca. Troviamo una prospettiva empirica molto ben fatta ma sbagliata sul piano matematatico.
Hai bisogno di aiuto in Medioevo?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email