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Il Gotico

Il Gotico nasce nel 1144 in Francia, precisamente a Saint-Denis (nell’Ile-de-France); solo nel 1200 si sviluppò in Italia, ma la corrente Gotica italiana non è strettamente legata con quella Francese.
Il Gotico durò dal XII al XV secolo nella maggior parte dei Paesi Europei; in alcuni Paesi, come la Francia, la Germania e l’Inghilterra, esso durò fino al secolo successivo, e viene definito “Tardo Gotico”.
Dal 1380 al 1450 si parla di Gotico Internazionale, dove vi è un’omogeneità in tutti i Paesi in cui il Gotico si è diffuso.
La parola “Gotico” deriva da “Gothi”, termine in fiorentino volgare, usato dagli Umanisti (in Italia nel XV secolo) per riferirsi a tutta l’Arte del Basso e dell’Alto Medioevo per darle una connotazione negativa; il termine “Gothi”, infatti, era usato per definire i Barbari.
Il termine “Gotico” venne assegnato nel 1800 a tutta quell’Arte che va dal XII al XV secolo.

Il Gotico nasce come un’evoluzione del Romanico; in Italia si nota una contiguità del Gotico con il Romanico, mentre in Francia esso è assai diverso dal Romanico.

Peculiarità del Gotico

Come nell’Arte Romanica, anche se solo in un periodo iniziale, nell’Arte Gotica la Scultura è subordinata all’Architettura, ma in un periodo successivo iniziarono ad essere fatte delle Sculture a Tuttotondo.
Negli Edifici, principalmente in quelli Religiosi, vengono eliminate le Pareti, che vengono sostituite da enormi Vetrate. Dunque per sostenere i tetti delle costruzioni vennero rafforzate delle Parti Murarie con dei Contrafforti.
Le grandi Vetrate permettono l’entrata nella Chiesa di molta luce, questo per l’Abate Suger di Saint-Denis indica la presenza dello Spirito Santo nella Chiesa.
Altre peculiarità sono gli Archi a Sesto Acuto, poiché il peso da loro esercitato su ciò che li sostiene è inferiore rispetto all’Arco a Tutto Sesto, la Volta Ogivale (formata da più Archi a Sesto Acuto) e la Cupola Ogivale; quindi le Campate delle Chiese non saranno più formate da Volte a Crociera ma da Volte Ogivali.
Le Campate a copertura delle Navate nelle Chiese sono rettangolari
Gli Edifici sono molto più alti di quelli Romanici, questo grazie alle Tecniche Costruttive e Architettoniche che si erano sviluppate: le Volte Ogivali poggiano su dei Pilastri a Fascio, ma soprattutto su Archi Rampanti, in modo da scaricare ottimamente il peso anche per costruzioni particolarmente alte.
Le Facciate delle Basiliche non sono più a Capanna o a Salienti come durante il Romanico, ma essa è principalmente a Forma Rettangolare ed è caratterizzata da un notevole slancio verso l'alto, che rappresenta la vicinanza a Dio, e appare più "leggera". Vi è un rosone, cioè una vetrata circolare, verso il centro della Facciata e ai suoi lati si alzano solitamente due Torri, che terminano con Guglie e Pinnacoli, ossia degli elementi architettonici piramidali, la cui funzione è sostanzialmente visiva, infatti danno una sensazione di maggiore slancio alla Chiesa, ma servono anche per la stabilità degli Archi a Sesto Acuto dell’Edificio.


Nikolaus Pevsner

Nikolaus Pevsner, storico dell’arte inglese, disse che l’Architettura Gotica deriva da quella Romanica, e che l’Edificio Gotico si riduce a linee di forza dove viene scaricato il peso, ossia i Costoloni delle Volte Ogivali, i Pilastri a Fascio, gli Archi Rampanti e i Contrafforti.

La Cattedrale di Amiens

La Cattedrale di Amiens è la Chiesa più vasta di tutta la Francia e la sua costruzione venne iniziata dal 1220.
Essa ha una Pianta a Croce Latina Immissa, ossia il Transetto è a metà della Navata; dopo il Transetto, le Navate Laterali raddoppiano, diventando così cinque le Navate totali (nella parte iniziale della Chiesa le Navate sono tre: due Laterali e una Centrale); in questo modo le Navate diventano un tutt’uno con il Coro e l’Ambulacro interno al Presbiterio.
La Cattedrale internamente da un forte slancio sia verso l’Altare, per via della vicinanza tra i Pilastri, che verso l’alto, visto la loro grande altezza; esternamente invece si coglie un grande slancio verticale di tutto l’Edificio.
La Facciata della Cattedrale è legata e compresa tra due Torri, che sono un poco più avanzate di essa, in modo da dare grande slancio verso l’alto alla Chiesa; al loro termine vi sono Guglie e Pinnacoli. Al centro della Facciata vi è un Rosone a Foro da cui entra la luce per illuminare la Cattedrale.

Per permettere l’ingresso alla Chiesa vi sono tre Portali a due Battenti; ciascun Portale è Strombato, con quattro Ghiere che danno profondità alla Strombatura.
Nel Portale Centrale, tra i suoi due Battenti, si trova una Statua della Vergine col Bambino, scolpita quasi a Tuttotondo.

Il Gotico Italiano

Il Gotico venne introdotto nel XII secolo dai Monaci Cistercensi, che ne diedero un’interpretazione più sobria e spoglia, in modo da essere più simile al Romanico, infatti le Basiliche Cistercensi erano molto simili a quelle Romaniche con le Campate Quadrate.
In Italia, essendosi talmente radicato il modello artistico Romanico, il Gotico non poté differenziarsi in tutte le sue novità; questo perché in Italia in Romanico era strettamente legato alla tradizione Classica Romanica, quindi superare il Romanico sarebbe significato staccarsi da questa longeva tradizione. Di conseguenza ne risulta che in Italia il Gotico s’innestò sui modelli Romanici.
Inoltre per gli Architetti Italiani le sperimentazioni Gotiche effettuate nell’Ile-de-France erano troppo avanzati per poter essere replicati anche in suolo Italiano, quindi, ad esempio, viene privilegiato l’Affresco alle enormi Vetrate.

Basilica di San Francesco

I lavori per la costruzione della “Casa Madre” dell’Ordine Francescano, ossia la Basilica di San Francesco, iniziarono nel 1228 (due anni dopo la morte di San Francesco) e terminarono nel 1253.
La Basilica di San Francesco comprende due Chiese, una sovrapposta all’altra: inizialmente ne era stata costruita una sola, quella inferiore, che era una sorta di Cripta, che viste le piccole dimensioni non poteva ospitare la grande affluenza di pellegrini, quindi venne costruita un’altra Chiesa sopra la Cripta, in modo per accogliere i numerosi pellegrini.

Sia la Chiesa Inferiore che quella Superiore hanno Pianta a Croce Latina Commissa (Transetto a ⅔ della Navata) con Campate Quadrate tipiche del Romanico.
La Chiesa Inferiore è Voltata a Crociera con Archi a Tutto Sesto ed è molto bassa per ridurre il suo peso; è di stile Romanico e la forma assomiglia a quella di una Cripta.
La Chiesa Superiore è più alta di quella Inferiore, ha Volte Ogivali e Campate Quadrate. Non vi sono le Vetrate tipiche del Gotico al posto delle Muri, ma su questi ultimi si trovano Affreschi di Giotto e Cimabue illustranti la vita di San Francesco.

Nicola Piano e la Scultura del Primo Duecento

Durante il periodo Gotico, le migliori espressioni dell’Arte Scultorea appartengono all’Italia, questo poiché Federico II di Svevia, che aveva potere sui territori della Puglia, aveva iniziato nel XII secolo un recupero delle Forme Classiche Romane e Greche; grazie a ciò iniziarono ad essere scolpite figure basate in buona parte sui canoni classici, come, ad esempio, il “Busto di Federico II”, scultura assai simile ai Ritratti Fisionomici Romani dell’Età Repubblicana, che se fosse davvero un Ritratto, poiché non lo so si sa con certezza, sarebbe il primo Ritratto Fisionomico nel periodo successivo all’Età Classica.
Però non solamente nel Sud Italia vi sono espressioni Scultoree Gotiche, anche nel Nord, con la Scuola Lombarda inizia da Wiligelmo e Antelami, e nel Centro, con la Scuola Toscana iniziata da Nicola Pisano, si hanno altri grandi esempi di Scultura Gotica.

Al Centro Italia, come già detto, si va a formare una Scuola di Scultura iniziata da Nicola Pisano, Scultore cresciuto nella Puglia di Federico II. Egli si trasferì dalla Puglia in Toscana, dove aprì una sua bottega.
Con Nicola Pisano si raggiunge il vertice della Scultura Gotica in Italia, ma anche in tutta Europa, poiché egli riuscì a fondere il Naturalismo e la Forte Espressività del Gotico con l’Arte Classica.

Il Pergamo del Battistero di Pisa

Il Pergamo di Pisa venne costruito da Nicola Pisano tra il 1259 e il 1260.
Quest’opera il tutto appare come rivoluzionario e nuovo rispetto ai precedenti Pergami, a partire dalla struttura base, che precedentemente o era quadrata o rettangolare e ora è esagonale.
Questa Struttura è sorretta da sette Colonne (sette come i Sacramenti), delle quali una è posizionata al centro e poggia su una Base ornata con Figure Zoomorfe e Antropomorfe; delle sei colonne restanti, tre poggiano, con ritmo alterno, su Leoni Stilofori di tradizione Romanica.
Elementi Gotici si hanno negli Archetti Trilobati e nei Capitelli delle Colonne, sui quali poggiano le Personificazioni delle Virtù, mentre nei Pennacchi degli Archi sono riprodotti Profeti ed Evangelisti.
Sulle cinque facce del Parapetto vi sono dei grandi Rilievi, raffiguranti la “Natività”, l’”Adozione dei Magi”, la “Presentazione al Tempio”, la “Crocifissione” e il “Giudizio Finale”, i quali riprendono tutti Motivi Iconografici Tradizionali; ad esempio nel Rilievo della Natività, l’affollamento delle figure e lo schema della composizione rivelano lo studio di Nicola dell’antico e la sua profonda conoscenza delle decorazioni dei sarcofagi romani.

Arnolfo di Cambio

Arnolfo di Cambio fu allievo di Nicola Pisano e sviluppò principalmente la sua Componente Stilistica Classica, ma anche quella Gotica.
Egli progettò autonomamente le Chiese di Santa Croce e di Santa Maria del Fiore, mentre con Nicola Pisano progettò e realizzò il Pergamo del Duomo di Siena e l’Arca di San Domenico a Bologna.
Nei suoi progetti architettonici fu il primo degli Architetti Italiani a riuscire a fondere Scultura e Architettura.
Egli recupera e rinnova il Ritratto, tipico della Scultura Classica, trasformandolo in una forma molto simile a quella del successivo Ritratto Umanistico (Umanesimo: fine 1300).
Uno tra i suoi Ritratti più importanti è il “Monumento a Carlo I d’Angiò”, realizzato a Roma nel 1277 per il Sovrano, dove Arnolfo sottolinea principalmente la funzione storica del personaggio raffigurato.

Giovanni Pisano

Giovanni Pisano fu figlio di Nicola Pisano; egli sviluppò principalmente la Componente Stilistica Gotica del padre.
Giovanni nel 1284 assunse l’incarico di capomastro della Fabbrica del Duomo di Siena, Duomo in cui la Decorazione Scultorea e la parte Architettonica sono state eseguite dallo stesso Giovanni.
Tra le Decorazioni Scultoree del Duomo vi sono le Sibille, opera in cui viene dimostrato il fatto di come la Scultura di Giovanni sia Espressiva e simile, in parte, a quella Gotica-Francese, con però una differenza importante: queste Sculture non hanno più l’unica funzione architettonica, ma soprattutto espressiva visto che esse sono scolpite a 360°, nonostante possano essere viste solamente dal davanti.
Un’altra Opera importante di Giovanni Pisano è il Pergamo del Duomo di Pisa, di forma ottagonale, in cui la forma curva della Balaustra fornisce un’impressione di circolarità all’Opera.

Il Pergamo di Pisa

Il Pergamo di Pistoia è stato costruito tra il 1297 e il 1301 da Giovanni Pisano e si trova nella Chiesa di Sant’Andrea di Pistoia.
Il Pulpito di marmo è sorretto da sette Colonne assottigliate, di cui una è posta al centro; delle restanti sei Colonne, tre poggiano, in successione alternata, poggiano su una Leonessa che allatta i piccoli, un Leone che azzanna un cavallo e una Figura Umana (o Adamo o Atlante), mentre le altre tre Colonne poggiano direttamente sul pavimento.
Sulle colonne si impostano degli Archi Acuti, recanti, nelle strombature, figure di Profeti e, negli spigoli fra Arco ed Arco, figure di Sibille.
Sono presenti sulla Balaustra cinque Bassorilievi: la Natività, l’Adorazione dei Magi, la Strage degli Innocenti, la Crocefissione e il Giudizio Finale; la drammaticità di questi rilievi è data dai forti contrasti di luci ed ombre e dal dinamismo.

La Vetrata

La diffusione della Vetrata costituita da Lastre di Vetro di Vari Colori, unite da una Rete sottile di Righelli di Piombo e inserite in un’Intelaiatura Metallica, è strettamente legata allo sviluppo dell’Architettura Gotica, caratterizzata dal progressivo abbandono di parti in muratura a favore di grandi Vetrate.
Per realizzare una Vetrata innanzitutto veniva disegnato il modello dell’Opera su una tavola di legno spalmata di gesso, sostituita successivamente da carta, oppure pergamena e cartone. Su questo Modello venivano poi disposti i Vetri Tagliati, successivamente essi vengono pitturati; per definire i tratti principali del disegno veniva usata una Tinta di colore scuro (Grisaille).
Poi i Pezzi di Vetro pitturati venivano incastrati in un’Armatura di Piombo, che oltre a tenerli insieme, sottolineava i Contorni dell’Immagine.
Essendo la realizzazione di una Vetrata un lavoro particolarmente complesso, spesso il Vetraio e il Pittore erano due figure distinte che collaboravano: il Pittore progettava e il Vetraio realizzava.
Un esempio è la Vetrata del Coro del Duomo di Siena (1287-1288), il cui disegno è stato attribuita a Duccio di Buoninsegna o a Cimabue.

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