Trecento : periodo molto importante per l’arte italiana.
Il centro sociale in rilievo è la borghesia; la committenza non è più religiosa, ma laica.
Nasce l’umanesimo,l’uomo viene posto al centro dell’attenzione.
Giotto: figura fondamentale di questo periodo, non sappiamo bene i suoi inizi, ma molto probabilmente inizia a lavorare a Roma.
Si sa che arriva ad Assisi dove realizza alcune storie come quelle di Isacco. Nella parte superiore della basilica di S. Francesco ad Assisi realizza alcune storie come quelle di San Francesco.
Non lavora da solo, infatti il suo successo implicava molti lavori nel centro Italia e poco tempo.
Giorgio Vasari, artista che vive e opera a metà ‘500 ( soprattutto architettura), scrive un libro “ Le vite degli artisti illustri” che inizia proprio con Giotto per il suo rinnovamento e risalta il periodo del Rinascimento Fiorentino.

Basilica di San Francesco ad Assisi : Grande aula rettangolare ad una navata.

C’è un alto zoccolo (= differenziazione tra base del muro e parte superiore) che si stacca rispetto al resto della parete; questo avrebbe dovuto contenere gli affreschi di San Francesco.
Ognuno degli spazi tra i pilastri sembra inserito in una finta architettura dove c’è un’altra finta zoccolatura che sembra di stoffa.
Sopra c’è una specie di trabeazione con colonnine tortili che dividono lo spazio in tre parti ( all’interno di esse dipinti) e che sorreggono l’architrave.
In basso c’è un tendaggio dipinto nel muro
 Ripresa della pittura romana e dello stile prospettico che richiama alla classicità.

Ciclo delle storie di San Francesco: Raccolta di 28 scene che narrano episodi di vita di San Francesco.
Partono dall’altare, girano intorno alla porta e tornano all’altare e sono raccontate secondo il testo della leggenda Maior, la biografia ufficiale.
Vengono usati i patroni (= sagome di carta cerata) per dare uniformità al lavoro.
Sia in “Omaggio dell’uomo semplice” e in “Dono del Mantello” ..
Francesco è rappresentato come uomo tra gli uomini, ha una sua corporeità attraverso il chiaroscuro, dimensioni uguali rispetto agli altri personaggi ed è relazionato anche con la natura e gli animali.
 Ritorno all’umiltà, tutti sono creature di Dio e c’è una stessa dignità.
Si prosegue con l’uso della prospettiva e la composizione geometrica è forte.
Il linguaggio chiaro e semplice, che parla alla gente.
L’ambiente è funzionale al racconto, la natura non è molto presente, ma si evidenzia una certa simmetria tra vita civile e religiosa, da una parte c’è il paese, dall’altra la Chiesa.

Il mondo è rappresentato nella sua realtà, infatti il cielo è blu e non c’è più uno sfondo oro, cade la santità sugli uomini).
Rinuncia agli averi : Francesco appare nudo e coperto solamente dal mantello del vescovo.
Egli infatti si sta spogliando dei suoi beni.
L’asse di simmetria divide le scene: da una parte c’è la Chiesa, dall’altra i cittadini che trattengono il padre.
Francesco ha una sua corporeità e volumetria.
Dal cielo esce la mano di Dio che è direttamente collegata a quella di Francesco ( fa capire che ciò è giusto).
C’è una forte impostazione geometrica, lo spazio è equilibrato.
Sono evidenziate le diagonali del quadrato al cui centro c’è la testa di Francesco ( la geometria fa sì che l’occhio cada lì).

Predica davanti a Onorio III : i personaggi sono rappresentati dentro uno spazio che ricorda la Basilica di San Francesco e le colonne misurano lo spazio d’azione.

Accertamento delle stimmate : Viene rappresentato un ambiente religioso. Il Crocifisso è in prospettiva scorciata, come se fosse appeso verso la gente.
Francesco è illuminato da una luce bianchissima sul volto ed è inginocchiato sul monte della Verna davanti al Cristo – serafino che imprime nella sua carne le ferite della Croce.

Predica agli uccelli : la natura diventa protagonista, infatti l’albero è rigoglioso proprio per questo motivo.
La scena è dominata dall’azzurro del cielo; alcuni uccelli sono posati a terra, altri planano verso il Francesco che è in compagnia di un altro frate. Francesco si piega verso di loro con un segno benedicente della mano.

Le stimmate : Il Cristo – serafino appare a San Francesco che rimane immobile.
C’è una geometria di forme semplici ed essenziali dove la natura è solo l’ambientazione della scena.

Giotto a Padova : qui gli viene commissionata da Enrico Scrovegni la raffigurazione di affreschi nella cappella di Scrovegni.
Enrico Scrovegni si era arricchito prestando denaro con interessi, quindi aveva peccato e chiedeva indulgenza tramite l’opera.

La cappella di Scrovegni

Interno : completamente affrescato con registri a quattro livelli divisi in riquadri architettonici simili ad Assisi. Raccontano di Maria, Gesù, Sant’Anna e San Gioacchino.
Sulla volta è rappresentata la figura di Cristo con gli evangelisti intorno, mentre nel fondo c’è la rappresentazione dell’Annunciazione.
Nella controfacciata c’è il Giudizio Universale : è rappresentato Cristo giudice all’interno di un ovale tra i cori angelici e gli apostoli seduti ciascuno sul proprio scranno. Dall’ovale partono raggi rossi che vanno verso l’inferno descritto in modo dantesco.
Ai piedi della croce c’è un signore con abiti eleganti ( Enrico) che dona il modellino della chiesa. Questo è sorretto da un Chierico che lo da agli angeli -> Novità: il committente, Enrico, vuole essere ricordato; fa capire che ha speso parecchio dal fatto che il modellino è pesante.
La decorazione è molto lussuriosa; l’azzurro diventa elemento dominante ed è molto prezioso perché realizzato con lapislazzuli.

L’incontro di Anna e Gioacchino presso la porta aurea : Il linguaggio è semplice ed antropocentrico. C’è un passo avanti nella caratterizzazione umano con il chiaroscuro.
Si da grande importanza al sentimento.
C’è una figura con un manto nero che non si sa chi sia; il volto mezzo coperto da maggior rilievo alla scena.
L’architettura segue una logica narrativa, si da importanza alla narrazione,infatti la Porta aurea Giotto la disegna più piccola per farcela capire per intero.

Compianto sul Cristo morto : Una delle scene più famose dove si evidenzia pienamente il sentimento: il dolore è espresso a tre livelli, compassato, intimo e urlato dagli angeli.
Le auree definiscono una spazialità dando così importanza alla scena.

Coretto prospettico : è affresco dove si rappresentano un ingrandimento di un coro in prospettiva e un altro coro sulla facciata.
Ci mostrano un certo virtuosismo da parte di Giotto e la capacità di dare l’idea di uno spazio prospettico.

Giotto a Firenze -> Maestà di Ognissanti : tavola cuspidata che rappresenta Maria di dimensioni maggiori rispetto agli altri con atteggiamento ancora austero; è seduta su un elaborato trono mentre accenna un timido sorriso e tiene in braccio il Bambino che alza la destra con segno benedicente e che non è più rappresentato come piccolo uomo perché non era concessa la sperimentazione su immagini sacre.
Novità : maggiore realismo e volume, ci da la sensazione che sotto la veste di Maria ci siano le gambe, è evidente il suo seno ed il trono è posizionato secondo una prospettiva di tridimensionalità evidente anche grazie ai volti che sbucano dalle colonnine. Santi e angeli hanno volti diversi.

Registrati via email