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La Cultura di Carlo Magno

Com’era rappresentato Carlo Magno nell’arte?


Nei dipinti dell’epoca, Carlo Magno era rappresentato come un uomo anziano con barba e capelli lunghi e brizzolati. Vestito in abiti vistosi prevalentemente rossi e violacei, decorati da galloni dorati. La corona sempre tempestata di gemme e pietre preziose. Solitamente è rappresentato con in mano una spada e il globo crucigero. Quest’ultimo è una sfera sulla cui cima è posta una croce. Esso cataloga il potere regale come un potere cristiano e indica la supremazia della religione sull’impero. Questo stile di rappresentazione però deriva soprattutto dal desiderio del tempo di idealizzare la persona raffigurata. Più che il vero aspetto fisico di Carlo, i quadri evidenziano quello che si voleva vedere di lui e sottolineano il suo aspetto nella società. Il vero aspetto di Carlo è descritto in un libro dell’814 intitolato: “Vita di Carlo Magno”, scritto da Eginardo. Quest’ultimo è uno storico dell’epoca che aveva il desiderio di far conoscere Carlo al popolo. Nel libro il sovrano è descritto come un uomo alto e corpulento con due grandi occhi vivaci.

Arte del Medioevo

La prima testimonianza di quella che sarà poi definita come “arte carolingia” si trova nel monastero di San Giovanni a Müstair. Müstair è un paese dell’omonima valle svizzera. È il paese più a est dello Stato e la valle confina con l’alto Adige. Una leggenda narra che Carlo Magno, essendo uscito illeso da una tempesta di neve in valle, fece costruire un monastero a San Giovanni. L’interno di questo monastero è interamente affrescato.
Carlo Magno fece di Aquisgrana la capitale del suo regno e la fornì di palazzi di rappresentanza. Affascinato dallo stile romano, decise di far costruire i palazzi in quello stile. La sua residenza è stata soprannominato palazzo “Laterano” perché ricorda molto quello pontificio di Roma o la Basilica di San Giovanni in Laterano. Nei pressi di questa basilica, nella città Eterna, si trova il monumento equestre di Marco Antonio e, per accentuare la somiglianza tra le città, Carlo Magno fece collocare la statua equestre di re Teodorico. La scultura più significativa per somiglianza allo stile romano è il cosiddetto Monumento equestre di Carlo Magno. È il primo monumento equestre in miniatura e con questo Carlo si poneva come erede naturale di Costantino, primo imperatore cristiano.
Oltre che ad Aquisgrana, un’importante testimonianza Carolingia si trova nella Basilica di Sant’Ambrogio a Milano: l’altare d’oro.

Cosa fece Carlo Magno con l’arte?

Dati i problemi a mantenere la fedeltà dei sudditi alla religione cristiana, Carlo Magno si inventò uno stratagemma. Questo consisteva nel far raffigurare ad un “esercito” di pittori Papa Gregorio Magno nell’atto di scrivere il canto Gregoriano, con l’aiuto di Dio. La didascalia a questi dipinti era: “Non cambiare”. Non tutti capirono il significato di queste parole ma il popolo, intimorito dalla raffigurazione di Dio, non osò controbattere le immagini e rimase fedele alla religione. Queste raffigurazioni sono considerate la prima forma di pubblicità. Carlo Magno prese l’idea di queste immagini proprio da Papa Gregorio Magno che affrontò il suo stesso problema di infedeltà. Il Papa appena eletto si trovò dei fedeli che cantavano un canto diverso per ogni regione. Temendo che le diversità culturali dei canti potessero poi sfociare in una guerra di religione (considerata da sempre la più sanguinaria), il Papa provvide a scrivere lui stesso un nuovo canto da imporre uguale a tutta la chiesa. Con lo stesso principio di portare i fedeli sullo stesso piano culturale, Carlo Magno creò un’immagine che riprendesse lo stesso canto.
La musica nel Medioevo
I canti Gregoriani si presentano come canti monodici su testi latini tratti dalla Bibbia. I canti sono molto influenzati dallo stile ebraico, orientale, gallicano, ambrosiano, mozarabico e sono confrontati con la chiesa Bizantina. Il canto gregoriano ha avuto una grande importanza nella tradizione musicale europea, influenzando la monodia medievale ed entrando nella polifonia sacra medievale e rinascimentale con il nome di cantus firmus.
I vari canti hanno varie melodie, che si possono dividere in:

 Melodie composte per uno specifico testo;
 Melodie tipo, cioè applicabili a diversi testi, e
 Melodie frutto di un lavoro di centonizzazione, che consiste nel sovrapporre e accostare parti di melodia già presenti in altri testi.
Queste possono avere un carattere sillabico (una nota per ogni sillaba del testo), neumatico (gruppi di più note per ogni sillaba) o melismatico (con molti e lunghi vocalizzi, come nell'Alleluia).

Il Capo della Cristianità
Carlo Magno era molto legato alla religione cristiana tanto che, oltre che a essere rappresentato con il Globo Crucigero, come giorno della sua incoronazione scelse il mattino di Natale. Durante tutta la durata del suo regno, Carlo Magno combatté le guerre in prima linea. Era convinto che il suo compito come imperatore fosse quello di diffondere la religione cristiana nei territoti conquistati. Chi si rifiutava di abbracciare la religione veniva decapitato. Molti furono decapitati dallo stesso Carlo. Il risultato delle guerre era però, oltre alla diffusione della religione, anche quello dei bottini d’oro molto consistenti.

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