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Paolo Uccello - Battaglia di San Romano scaricato 27 volte

La Battaglia di San Romano : Disarcionamento di Bernardino della Ciarda

Paolo di Dono, detto Paolo Uccello fu appassionato studioso di prospettiva, che usò come un mezzo non per rendere realistico lo spazio dipinto, ma per deformarlo in modo da creare suggestivi scorci surreali. Così accade nella Battaglia di San Romano. L’opera, composta da tre grandi tavole oggi non più visibili insieme, fu eseguita tra il 1435 e il 1440 per Cosimo de Medici,che voleva celebrare la morte del condottiero fiorentino Niccolò Mauruzi da Tolentino nella battaglia di San Romano. Nel Disarcionamento di Bernardino della Ciarda le lance a terra, spezzate, sono disposte in modo da evocare il disegno di un pavimento; quelle in aria creano una sorta di quinte laterali, stagliandosi nette sullo sfondo scuro; i volumi, a causa di una luce fredda e uniforme che non ha origine precisa, sono semplificati e come ritagliati, fino a rivelare il proprio fondamento geometrico. E’ soprattutto nei cavalli che si nota lo studio volumetrico, come emerge dai diversi punti di vista con cui sono ritratti i destrieri. Anzichè rendere il caos e il dinamismo della scena, il rigido schema prospettico blocca le figure come in un’istantanea: la prospettiva e la luce, da mezzi per eccellenza per imitare il vero, diventano strumenti simbolici che caricano di mistero e fascino le immagini e le trasportano in una dimensione senza tempo; il dipinto sembra la messa in scena di tante piccole statue, di personaggi di una fiaba pietrificati per sempre; a questo contesto allude anche il paesaggio sullo sfondo, del tutto tardogotico.

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