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Basilica di San Lorenzo

La Basilica di San Lorenzo è una celebre chiesa di Firenze, situata nell’omonima piazza sede di mercato al centro della città e rappresenta una delle prime testimonianze della presenza di una comunità cristiana nella “Florentia” romana. Dedicata al martire Lorenzo ucciso sui carboni ardenti il 10 agosto del 258, fu consacrata cattedrale dal Vescovo di Milano Ambrogio nel 393 e per trecento anni ha avuto il ruolo di cattedrale, prima che lo divenisse Santa Reparata. Tuttavia, si deve alla ricostruzione voluta dalla famiglia Medici l’immagine architettonica ed artistica che ancora oggi vediamo, e dove trovarono espressione molti tra i più celebri artisti del Quattrocento e del Cinquecento; all’inizio del sedicesimo secolo, fu deliberato dai Canonici un nuovo ampliamento, ma i lavori procedettero inizialmente a rilento. Fu il capostipite della famiglia Giovanni di Bicci de’ Medici, a commissionare al Brunelleschi (1377-1446), artista-chiave nella transizione dal Medioevo all’era moderna, la radicale ristrutturazione della chiesa medievale con l’intenzione di farne il proprio tempio di famiglia, ispirandosi alla tradizione romana del passato. Partendo dalla Sagrestia, scelto come luogo di sepoltura di Giovanni e di sua moglie Piccarda, il Brunelleschi progettò una radicale opera di ricostruzione, coadiuvato dal suo assistente Antonio Manetti e realizzò così un punto di riferimento per tutta l’architettura religiosa successiva, con un arioso interno a croce latina a tre navate, scandite da colonne corinzie ed archi a tutto sesto in pietra serena, di colore grigio, che contrastano con l’intonaco bianco delle pareti. Le proporzioni sono attentamente studiate e si basano sulla ripetizione modulare di grandezze standard, in modo da creare una successione di spazi regolari ideali, come dei grandi cubi affiancati e sormontati da semisfere. Contemporaneamente (1421) costruì la Sagrestia, oggi detta Vecchia per distinguerla dalla seconda e speculare “Sagrestia Nuova” opera di Michelangelo, San Lorenzo fu compiuta anche nel suo arredo decorativo entro il 1443, e vide la collaborazione di Brunelleschi con Donatello. Il soffitto della navata centrale è a lacunari, una variante della decorazione a cassettoni, con rosoni dorati su sfondo bianco. Tra il 1515 e il 1518 Papa Leone X bandì un concorso per la realizzazione della facciata, che vide impegnati alcuni tra i più brillanti ingegni del tempo, tra i quali spiccò Michelangelo che con la sua proposta segnò il suo ingresso in un cantiere nel quale avrebbe lasciato il segno indelebile della sua architettura e della sua scultura. L’artista fece un modello ligneo di una facciata classica e proporzionata che non fu ugualmente portata a termine per problemi tecnici e finanziari. L’opera fu realizzata a più riprese e solo grazie ad un salvacondotto proposto dai Medici a Michelangelo, reo di aver preso parte alle vicende della Repubblica fiorentina, il quale obbligò l’artista a terminare l’opera che altrimenti sarebbe rimasta uno dei tanti non finiti michelangioleschi. Successivamente Clemente VIII, l’altro Papa Medici, non mancò pure di arricchire il complesso di San Lorenzo, incaricando Michelangelo di realizzare la Biblioteca Medicea Laurenziana, mentre dentro la Chiesa fece costruire il balcone nella contro-facciata per l’esposizione delle reliquie. Il coronamento di San Lorenzo come mausoleo mediceo si ebbe nel Seicento con la realizzazione promossa da Ferdinando I della Cappella dei Principi; infine, il piccolo campanile risale al 1740. In realtà la sua costruzione non può ritenersi conclusa neppure quando la stirpe dei Medici si estinse, nel 1737, cedendo il posto alla dinastia dei Lorena e l’opera di completamento degli arredi, la decorazione della cupola ed il rivestimento del pavimento sono tutti interventi otto-novecenteschi. L’incompiutezza di San Lorenzo è evidente in alcune delle parti più in vista del complesso come la facciata e la lanterna della cupola della “Cappella dei Principi”, che rappresenta l’aspetto peculiare del monumento, così articolato dal punto di vista architettonico, ma così coerente nell’essere identificato come rappresentativo di tutte le epoche storiche.

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