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Arte romanica - Gli elementi architettonici

Breve riassunto sui princiapali elementi architettonici dell'arte romanica: cripta, abside, deambulatorio, torre

E io lo dico a Skuola.net
La cripta
Formatasi attraverso un lungo periodo di gestazione a partire dalla fine del VI secolo, allo scopo di garantire sia la tangibilità devozionale delle reliquie, sia la protezione contro furti e manomissioni, la cripta (grotta) prende il nome da un verbo greco che significa nascondere kryptein.
E' situata in corrispondenza simbolica con l'altare ed è costituita da un vano coperto da volte, sottostante il presbiterio.
In tal modo, mentre la cripta si configura normalmente come uno spazio ribassato e seminterrato, al contrario la zona absidale risulta spesso sopraelevata, anche notevolmente, rispetto al piano delle navate.
Da semplice segnacolo (ossia simbolo) della confessio, cioè luogo in cui venivano tumulate, a fondamento della chiesa, le ceneri del martire titolare, la cripta si trasforma così, sul finire del X secolo, in un vero e proprio oratorio basilicale sotterraneo diviso in navate.

L'abside
Nell'XI secolo raggiunge un'articolata definizione formale anche l'intera porzione absidale degli edifici religiosi, porzione che spesso oggi si presenta, all'esterno, con caratteri di unità stilistica più marcata rispetto al restante corpo di fabbrica, come nel caso della chiesa di San Sigismondo a Rivolta d'Adda. Infatti è importante ricordare che, proprio per il ruolo simbolico di fondazione attribuito alla cripta, le maestranze medievali iniziavano regolarmente da qui i lavori di costruzione. Pertanto molto spesso la facciata e le coperture erano gli ultimi elementi a essere realizzati, in un'opera alla cui completa edificazione erano necessari anni di lavoro, disponibilità finanziarie costanti e stabilità politica.
A causa del possibile venir meno, con il passare del tempo, della congiuntura favorevole che aveva permesso l'apertura del cantiere, facciata e coperture potevano subire modifiche in corso d'opera, o essere edificate in epoca successiva, o non arrivare mai a compimento definitivo.

Il deambulatorio
Negli edifici religiosi più importanti, la presenza di monaci o chierici che accompagnavano con il canto lo svolgersi della liturgia e il contemporaneo afflusso di folle di clero e di fedeli impongono un'articolazione dello spazio absidale particolarmente elaborata.
Intorno all'abside e in prosecuzione delle navate laterali, viene costruito un corridoio semicircolare, il deambulatorio.
Esso disimpegna lo spazio destinato al transito processionale dalla zona riservata al culto, e comunica verso l'interno, tramite arcate, con il presbiterio e con lo spazio riservato al coro.
Verso l'esterno, la parete del deambualatorio si apre invece a corona lungo le direttrici radiali in una serie di cappelle a loro volta absidate.
L'insieme viene così ad assumere una caratteristica forma stellata o a fiore, che costituirà uno dei modelli di riferimento per le sperimentazioni radiocentriche degli architetti del Rinascimento.

La torre
Altra caratteristica tipologica, dalla quale derivano significative strutture che, in un numero variabile e con collocazioni differenziate, completano di norma gli edifici religiosi: la torre.
Può avere forma quadrata, ottagonale o cilindrica: la costruzione a torre senz'altro più importante è quella edificata sull'ultima campata prima dell'altare, spesso all'incrocio del corpo longitudinale con il transetto.
In questo caso, la struttura ingloba e protegge la cupola e, di fatto, si configura quale prolungamento in altezza del tamburo, come, in Spagna, nella chiesa di San Vincenzo a Cardona.
Di conseguenza, essa assume spesso forma ottagonale: di aspetto massiccio e coperta da un tetto a piramide pure ottagonale, questa semplice torre prende il nome di tiburio.
Altrimenti, come nella chiesa di Saint-Sernin a Tolosa, può essere costituita dalla sovrapposizione di una serie di tiburi con dimensioni decrescenti verso l'alto, e raggiungere così un'elevazione notevole sopra i tetti delle navate; in questo caso essa prende il nome di torre nolare.
Inoltre, possenti torri quadrangolari potevano simmetricamente affiancarsi alla facciata, come nelle cattedrali francesi. In questo caso erano deputate a mostrare il rango regale o imperiale dell'edificio; oppure, come è frequentemente documentato nell'area tedesca, la facciata stessa è preceduta da un singolare e imponente atrio a torre fortificata, segno inequivocabile dell'investitura comitale, cioè la nomina a conte del vescovo o dell'abate del luogo.
Contigua o attigua a quasi tutte le chiese romaniche, poi, la torre campanaria, ossia il campanile.
Caratteristicamente contraffortato sugli spigoli, suddiviso orizzontalmente da cornici marcapiano (vale a dire che segnano i diversi piani) e ritmato in verticale dal sovrapporsi delle finestre in numero crescente dal basso verso l'alto, il campanile è forse la struttura romanica che il tempo ci ha meglio tramandato.
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