L'arte Romanica

Subito dopo l'anno mille un improvvisa e viva ansia di rinnovamento anima la società europea.
Ne segue un generale risveglio che in breve porta a maturazione nuove e più elevate forme di civiltà.
All'origine di questo grandioso e complesso fenomeno non fu il timore di una profetizzata fine del mondo, come vuole un'antica leggenda, ma un rinato spontaneo sentimento di fiducia nella vita e un rinnovato interesse, per la realtà contingente, frutto di mutate condizioni storiche che aprivano all'uomo nuove e più favorevoli prospettive, ridestandone il naturale spirito associativo e fattivo.
Il tramonto del regime feudale, tanto dannoso per l'economia quanto disgregante per la vita culturale del continente, da il via alla folgorante rinascita dei centri urbani, ormai completamente abbandonati, che vengono ripopolati ed arricchiti dal rifiorire dell'artigianato, dei commerci, delle industrie e nelle quali si viene formando una nuova classe sociale, quella del popolo benestante “la borghesia”.

Tutto ciò solamente grazie alle notevoli trasformazioni politiche: in Italia e la nascita dei liberi comuni, primi tra tutti Milano e Firenze, e delle repubbliche marinare che costituirono un saldo redditizio legame con i lontani paesi d'oriente.
Questo clima di rinascita si inserisce anche l'azione della chiesa di Roma, che promuove la riforma dei decaduti costumi del clero e riacquista autonomia dalla sfera del potere imperiale.
Ma il fenomeno più significativo di questo grandioso risveglio della società europea è quello costituito dal fiorire di una civiltà culturale e artistica nuova, originale, che partecipa all'aperta politica di scambi, con la libera circolazione del pensiero e delle forme artistiche, e che si da, per la pirma volta interprete delle esigenze della vita sociale oltre che religiosa.
Con la fervente attività srtistica di questo periodo, si rinnovano concetti, forme e techiche sulla base di nuovi sentimenti e intendimenti sociali e religiosi, e in virtù di un singolare estro immaginativo e di un profondo spirito poetico, si afferma, nel corso dei secoli XI e XII un nuovo linguaggio artistico: il romanico.
L'arte romanica sorge spontanea su un'area estesa, comprendente l'Italia e gran parte del nord Europa, manifestandosi come fenomeno nuovo ed espressione originale dello spirito del tempo.
Per la prima volta nella storia, l'arte figurativa intorno al mille riesce, con l'introduzione di figurazioni relative alle arti dei mestieti, ai lavori agricoli, ad esprimere il valore del lavoro umano e il fondamentale rapporto tra l'attività dell'uomo e l'ordine della natura.
Nell'ambito di un comune orientamento estetico, l'architettura romanica europea assume tuttavia una straordinaria ricchezza e varietà di forme tale da apparire come uno dei più complesso e singolari fenomeni della storia dell'arte.
Anche in Italia il nuovo linguaggio architettonico, nato e diffusosi dalla Lombardia e dall'Emilia assume caratteristiche particolari nelle singole regioni e spesso nei vari centri di una stessa regione, come nel romanici pisano.
All'incremento edilizio è anche legato lo sviluppo della scultura, destinata in massima parte all'ornamentazione di portali, facciate, capitelli, strutture liturgiche delle nuove chiese.
L'arte romanica assume inoltre di luogo in luogo caratteri distinti, identificabili spesso, attraverso l'analisi di particolari architettonici, sculture e basso rilievi con lo stile delle prime grandi personalità artistiche a noi note: Willigelmo, Niccolò, Guglielmo, Antelami, Gruamonte, Biduino, Bonanno.

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