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L'arte paleocristiana-caratteristiche e cenni storici

L’arte paleocristiana è la produzione artistica dell’era cristiana, le cui testimonianze più significative risalgono al III-IV secolo d.C. Raggiunse il suo massimo splendore fra i primi decenni del V secolo e il 604 d.C., anno della morte di Gregorio Magno.L’arte paleocristiana si sviluppa in tutto l’Impero Romano: L’Occidente assiste alla nascita dell’arte cristiana, mentre in Oriente sorge l’arte bizantina. La prima si rivela particolarmente interessata alla rappresentazione della vita terrena e valorizza il volume; la seconda si concentra invece sulla spiritualità, cura particolarmente la linea e il colore attraverso una rappresentazione non realistica. Ciò porta alla nascita delle icone.
L’arte paleocristiana imita gli schemi compositivi e le tecniche esecutive dell’arte romana; Ne riprende anche il linguaggio figurativo, però con soggetti e finalità differenti. Tuttavia, a Roma l’arte è utilizzata come strumento di propaganda di ideali politici e civili, e raffigura personaggi storici; al contrario, l’arte paleocristiana ha lo scopo di diffondere valori religiosi e etici, e predilige la rappresentazione di soggetti sacri e l’uso del simbolo (per esempio, il pesce è simbolo di Cristo). In una prima fase, consiste in pitture murali povere ed essenziali; col passare del tempo, in particolare a partire dal V secolo, diventa più raffinata.

Prima dell’Editto di Costantino, con cui il cristianesimo divenne religione di stato e ai cristiani furono concessi la libertà di culto e la costruzione di edifici sacri, i seguaci di questa religione erano costretti a riunirsi nei loro cimiteri, le catacombe. I primi cristiani appartenevano alle classi sociali più povere e, in particolare, al ceto medio romano. In seguito, cominciarono a convertirsi anche famiglie benestanti che mettevano a disposizione la propria casa per le riunioni. Nacque poi la domus ecclesiae (casa dell’assemblea), dove i cristiani, sempre più numerosi, pregavano insieme, partecipavano alla Cena del Signore e vivevano nella fratellanza, condividendo ciò che possedevano.
I cristiani costruirono basiliche destinate al culto. La basilica consisteva in una sala rettangolare, ben illuminata al suo interno. Il percorso di sviluppava dall’ingresso, posto su uno dei due lati corti, all’altare (ciò simboleggiava l’avvicinamento verso Dio). L’ambiente era suddiviso in navate, separate da file di colonne, e aveva un abside semi circolare che comprendeva L’altare e il presbiterio, riservato al clero. La struttura della basilica paleocristiana deriva da quella della basilica romana; quest’ultima, tuttavia, era luogo di incontri legati alle funzioni civili e all'amministrazione della giustizia, presentava più ingressi sul lato maggiore, proponeva un percorso libero e aveva 2 absidi.
All’esterno della basilica paleocristiana si trovava il battistero, un piccolo edificio con pianta centrale che conteneva una vasca battesimale.
La basilica di Massenzio (o di Costantino) è l'ultima e la più grande basilica civile del centro monumentale di Roma.

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