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L’Arte Longobarda

Frontale di Agilulfo
Forse una guarnizione da elmo,il frontale di Agilulfo è in bronzo dorato lavorato a sbalzo. In esso è raffigurata una scena dove Il re longobardo è a sedere sul trono scortato da due soldati , fiancheggiato da due gruppi di offerenti e da due divinità che sorreggono le parole”Vict” ”Uria”.
La lamina è stata realizzata in maniera goffa e con i personaggi che fluttuano a mezz’aria.

L’Altare del duca Ratchis ( Cividale 734 – 744 d.c.)
L’altare è costituito da un unico blocco di pietra d’Istria a forma di parallelepipedo.
Le 4 facce dell’altare sono scolpite in Bassorilievi. Il paliotto anteriore riporta la “Maestà del Signore”, il destro”L’adorazione dei maghi”, il sinistro “La visita di Maria alla cugina Elisabetta” mentre il posteriore 2 croci.

Su uno sfondo neutro sono scolpiti le raffigurazioni piatte dei personaggi con evidenti sproporzioni delle mani(per sottolineare l’azioni),dei visi e degli occhi. Le parti della lastre non riempite da figure sono invece riempite da stelle,fiori e piccole croci.
Nel paliotto anteriore c’è un delicato motivo ornamentale tutto intorno. Al centro c’è Cristo , (più grande rispetto alle altre figure) ,affiancato da 2 angeli. Questa immagine e racchiusa in una mandorla formata da 4 rami di palma portata in cielo da altrettanti angeli.

Tempietto di Santa Maria in Valle (Cividale 744 – 756 d.c.)
Piccolo edificio a pianta rettangolare diviso in 2 ambienti. Il primo,l’aula per i fedeli, ha forma pressoché quadrata e una copertura formata da una volta a crociera. Il secondo, il presbiterio, ha una altezza molto inferiore all’ aula ed è tripartito. Ognuna di queste tre porzioni e coperta da una volta a botte sostenuta da colonne. L’oratorio conserva una ricca decorazione in stucco. La controfacciata e arricchita da un arco in stucco con viticci e grappoli d’uva.
Nelle 6 statue in stucco che decorano la controfacciata (longilinee ,raffigurate con diversi vesti e atteggiamenti,e soprattutto in senso di movimento che fan percepire) intravediamo la lontana delle ripetizioni che abbiamo incontrato nell’arte paleocristiana(Sant’Apollinare nuovo).

Cappella Palatina (Aquisgrana nel Palazzo Laterano 790 – 805 d.c.)
Progettata da Eude di Metz secondo un modulo pari ad un piede romano ha una pianta centrale(ricorda San Vitale).
Un deambulatorio su due livelli circonda lo spazio ottagonale centrale coperto da una cupola a padiglione. Le volte sono quadrangolari e definiscono un perimetro estreno di 16 lati. Massicci archi a tutto sesto fanno comunicare l’invaso centrale e l’ambulacro inferiore mentre 8 arcate definiscono il piano superiore.

Il trono è ospitato nella campata del piano più alto (questa e tra due torri), vi si accede attraverso 6 gradini e risulta perfettamente in asse con Abside e l’altare.
Le colonne sono in porfido rosso e le lastre sono marmo prezioso e furono prelevate da Ravenna .

L’Altare di Sant’Ambrogio(Milano 824 – 859d.c.)
L’opera più importante del periodo Carolingio, l’altare di Sant’Ambrogio,ha la forma di sarcofago(contenete le spoglie del santo)ed e fatto di lego rivestito di lamine d’oro,d’argento e d’argento dorato separate da cornici di filigrana adorne di gemme con smalti multicolore a contrasto dei metalli preziosi.
La parte anteriore e divisa in riquadri i quali narrano di storie tratte dalla vita di Gesù. La porzione centrale è dominata dalla figura di Cristo sul trono al centro di una grande croce nei cui i bracci ci sono rappresentati i simboli dei 4 evangelisti mentre,agli angoli fanno capo gli apostoli in gruppi di 3.
Nel fronte posteriore avviene una suddivisione schematica uguale a quella sul lato anteriore raffigurante pero la vita di Sant’Ambrogio. La sezione centrale e apribile mediante 2 sportelli utilizzati per far vedere le reliquie dei santi .Sulle reliquie sono riportati dei cerchi raffiguranti gli arcangeli e Sant’Ambrogio che incorona prima il vescovo Angilberto e poi Vuolvino(il progettista).Qui il Santo e su un piedistallo e pone sulla testa di Vuolvino una corona. Possiamo dire che Vuolvino fa ciò per far intendere di aver capito la sua importanza in questo contesto. Le figure appaino isolate, ben salde e plasticamente sbalzate attraverso i contorni netti e precisi. Rare sono le rappresentazioni architettoniche e paesaggistiche. Si denota,quindi, uno stile severo e austero che conferisce lentezza e solennità ai movimenti dei protagonisti.

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