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Arte Gotica - opere


Federico II scende in Italia e questo rende il gotico italiano diverso dal resto dell'Europa.
Origini del gotico: l'abate Sougez scrive un trattato nel quale dichiara la necessità del rinnovamento di alcune strutture della Chiesa. Alla fine della prima metà del 1100 avviene la ricostruzione del coro (dopo il transetto o altare, nella zona presbiteriale) di Saint Denis.
chiesa: Madre e Corpo di Cristo

Chiesa gotica: secondo l'abate il percorso dell'architettura deve svilupparsi in modo che la luce (rappresentazione divina) entri nella struttura. Questo trasforma fisicamente la chiesa, perché nella chiesa romanica entra poca luce. Bisogna ridurre la quantità di muro sostituendolo con vetrate.
Bisogna:
1. eliminare la capriata
2. aprire lo spazio
Per fare ciò, metto sopra la finestra un arco, trasformo la campata da quadrata a rettangolare e importo l'uso dell'arco a sesto acuto.

pilastro a fascio: fasce verticali, assolve la forza dai costoloni delle volte. Sulle parti grandi grava l'arco principale e sulla parte piccola gravano le forze sui contrafforti esterni.

Costolone: ossatura della volta
Gli archi rampanti deviano le forze all'esterno scaricandole sui contrafforti esterni, e quindi sulla finestra non grava nessuna forza. Non c'è più un perimetro lineare di forza, ma un perimetro puntiforme, quindi anche la sua pianta è puntiforme.
Di solito ogni pilastro regge otto costoloni.
A Saint Denis ci sono ancora le colonne perché ha la base di una chiesa romanica e c'è un doppio deambulatorio. Spesso nelle chiede gotiche c'è un doppio deambulatorio. Questo è fatto a cappella radiale e ogni cappella ha la sua finestra.
Il gotico monacense è più vicino al romanico, ci sono meno vetrate perché il monaco non ha bisogno di conoscere le storie della Bibbia, ma deve immedesimarsi nella sofferenza di Cristo nella preghiera e quindi ha bisogno di decorazioni geometriche, per portare all’astrazione del pensiero del monaco.
Il gotico cittadino serve per far conoscere la religione.

Notre Dame
Il muro perimetrale scompare e si devia nelle parti dei suoi contrafforti. E’ basilicale senza transetto r meno absidata, con il coro composto da due deambulatorio che sono la continuazione delle navate. Il transetto è interno e nascosto e ci sono pilastri forti che sostengono i campanili, gli altri sostengono lo svuotamento della struttura. Le vetrate sono colorate e illustrate e rappresentano il Vecchio e il Nuovo Testamento, la Bibbia, i Santi e la storia della Chiesa. Le vetrate assumono la stessa funzione dell’affresco e la parte finale del pilastro è la colonna, una colonna in muratura.

Pianta: rappresentazione convenzionale di un edificio vista dall’alto

Sainte Chapelle
Questa cappella apparteneva al palazzo reale e c’era una reliquia, la parte della croce. Ha due livelli e la pianta è a doppia sezione.
Nella cappella inferiore sono presenti più navate con pilastri con colonne alla fine, con piccole finestre. Le navate sono usate come decorazione, con l’uso dell’oro per i costoloni e non sono presenti vetrate.
Nella cappella superiore il verticalismo delle vetrate e il verticalismo della struttura vengono assorbiti dalla luce.

Santa Maria Novella, Firenze
Ha una pianta a croce latina, con tre navate con absidi poligonali con cappelle laterali. Le strutture laterali hanno un’apertura laterale a tutto sesto. Ci sono poche finestre che sostituiscono il cleristorio e si ripropone una struttura possente romanica e riemerge la bicromia tipica del romanico, che era stata coperta dallo stucco ed è presente una vetrata trifora nell’abside centrale.

San Petromo, Bologna
E’ simile a Santa Maria ed è presente un arco a sesto acuto ovunque e sono presenti degli oculi e poche finestre che comportano la scarsità della luce.

San Francesco D’Assisi
Questa città si è fortemente sviluppata in periodo romanico e quindi questa struttura è presistente. Ci sono stati tanti finanziamenti.
La basilica superiore ha un accesso sul davanti, ha una facciata a capanna ed è presente un unico portale a doppio ingresso con un arco trombato acuto con archi trilobi. C’è un rosone grande e c’è un oculo e ci sono grandi torrioni con funzione di contrafforti in corrispondenza della divisione delle navate in campate. Ci sono pilastri molto robusti. C’è solo una navata con archi a tutto sesto con copertura a crociera, con pilastri a fascio addossati alla parete con uno spessore nella parte inferiore. Nella parte alta c’è un vetrata al centro dell’arco con due bifore ed un quadrilobo. E’ presente uno scioglimento degli stili, con uno slancio di figure ed è presente un uso del chiaroscuro, soprattutto nella parte inferiore, nella Bibbia per i poveri. C’è un ballatoio sotto le finestre. Si congiungono gli elementi suddividendo la decorazione in piani orizzontali e la presenza di Giotto non è molto chiara. E’ presente il transetto e c’è una pianta a croce latina meno absidata.

La basilica inferiore ha un accesso sul lato. E’ sostanzialmente romanica, con blocchi di pilastro addossato circolare, le navate sono divise per campate con copertura a crociera, è presente un abside semi circolare e sotto di essa è presente la cripta e la presenza di Giotto si vede. In questa parte della chiesa, c’è un incontro tra le maestranze nordiche gotiche e quelle italiane, perché il santo era venerato da molti sovrani di potenze straniere. Questa, diventa una cappella propria del papa, perché può permettersi gli artisti e le vetrate e con questo i frati si tolgono gli impicci della proprietà, quindi viene solo affidata loro. E’ presente un terzo registro a forma di timpano, ci sono torrette che reggono le spinte degli archi rampanti. Sono presenti delle cappelle laterali ed è considerata una cappella martiriale per la presenza delle reliquie del santo.

Assisi diventa un cantiere molto importante per la pittura dato che è centro di molte culture estere.

Castel Del Monte
Fatto costruire da Federico II, una figura educata dai benedettini che ama la cultura classica sia per propaganda che per deformazione personale. Il suo classico ha però una forte presenza dell’autorità, ma che concede nuovi diritti e doveri.

Egli scrisse il Manuale della caccia con il falco, testo straordinario per le illustrazioni, decide che la nuova capitale sarà Palermo e nel sud Italia ci sarà una riscoperta della cultura classica.
In questa struttura è presente la geometria, che ricorda la matematica e che ricorda il numero e questo si ripete anche all’interno, con quadrati e triangoli, con il 3 che ricorda la trinità. Ad ogni spigolo ci sono forme ottagonali e all’interno c’è un cortile ottagonale. Gli architetti sono quasi tutti monaci. La struttura ricorda la forma della corona e questo ricorda che il potere spirituale ed imperiale. Questo, è un punto di avvistamento di tutta la Puglia.
Nella facciata principale c’è un portale che raffigura un frontone di portale che raffigura la cornice spezzata (barocco, manierismo) con colonne corinzie che reggono una grande trabeazione con la quale si imposta la forma triangolare del timpano con decorazione marmorea in origine con ingresso sottolineato da due pilastri corinzi con una torre e si imposta un arco a sesto acuto. Sul lato opposto c’è un ingresso secondario, ad ovest mentre l’ingresso principale è rivolto ad est, con un richiamo religioso.

Nicola Pisano
E’ pugliese e si è formato sotto Federico II e poi si è trasferito in Toscana per seguire alcune opere e lì con il figlio lavorerà.
Sono molto importanti i pulpiti:
Pulpito del Battistero di Pisa
Ha una forma ottogonale (come il Battistero) e nella parte alta del parapetto ci sono dei piccoli pilastri a fascio che sottolineano l’innesto a facce con lastre decorate ad alto rilievo. Ha un capitello corinzio con foglie gattonate. Questa forma rimane nell’iconografia del pulpito e nella decorazione si vede il portale di Castel del Monte e qua c’è il rapporto con l’arte classica di citazione. Sui capitelli poggia una scultura di apostoli che reggono archi a tutto sesto trilobi. Una lastra rappresenta la natività di Cristo con la vergine che ha appena partorito e il bambino dorme e non ci sono rapporti tra i due. La forma gerarchica si vede nell’autorità della Vergine, che non ha una forma realistica e la vergine viene animata come Chiesa, madre di Dio. Nella lastra ci sono più momenti: annunciazione, parto e lavaggio. L’asse centrale comprende la Vergine posta orizzontalmente e sembra un coperchio dei sarcofagi etruschi e romani, portando una citazione dell’arte romana. Le tre scene sono disposte in modo cronologico dall’alto a sinistra a destra e poi in basso. Le espressioni sono distaccate, lontane dal momento affettivo. L’attenzione al dettaglio, il forte chiaroscuro e il gioco plastico sono presenti. E’ un alto rilievo e la visione è frontale e la forma non esprime emozioni.

Pulpito del Duomo di Siena
Le figure che sostituiscono le colonne e c’è una direzione dell’opera, con una fluidità scultorea. L’architettura alleggerisce di peso rispetto alla scultura e l’arco trilobo dà un aspetto più triangolare grazie allo spessore e c’è una maggiore tendenza ad avvicinarsi al gotico. Nella lastra la narrazione è singola e c’è una posizione centrale del Cristo, un uso della gerarchia cromatica o plastica, perché si stacca di più del blocco. Le figure sono diverse tra loro e le espressioni sono diverse. E’ l’emozione stessa a deformare la figura ed è presente il pathos (forma dell’emozione) con un atteggiamento patetico, caratteristica tipica del classico. Il Cristo è sofferente definito Crtistus patiens.
Pulpito di Sant’Andrea di Giovanni (figlio di Nicola) a Pistoria
Ci sono archi acuti, perché ha avuto una formazione gotica e c’è una riduzione dell’elemento architettonico con l’elemento scultoreo. L’arco è sempre trilobo e nei plinti delle colonne ci sono leoni stilofoni e riprende quello di Siena.
Pulpito di Pisa in Duomo di Giovanni
Propone una soluzione nuova, più scultorea e scompare la forma dell’arco che è solo suggerito da mensole. In basso è maggiormente scultoreo, con elementi di supporto ai plinti e una colonna è sostituita dalla scultura. Il parapetto circolare tende ad incurvarsi e produce un effetto di visione a scemare il parapetto e c’è una maggiore apertura.

plastica: possibilità di modellare un oggetto
modanatura: lavorazione di lastre per sottolineare la suddivisione in parti dell’oggetto o per mediare il passaggio tra due superfici disposte ad angolo
Arnolfo di Cambio pagine 460
Viene indicato come discepolo di Nicola Pisano, ma è dubbio perché per età e lavori sembra impossibile, ma sembra possibile una collaborazione perché hanno un carattere di formazione legato all’arte classica. E’ toscano e si forma là e ha acquisito una modalità di recupero del classico, per l’ambiente toscano, perché può visionare le opere classiche nelle collezioni delle signorie e si reca a Roma per le opere architettoniche.

Ritratto di Carlo d’Angiò
E’ un ritratto alla romana, la figura di Carlo viene caratterizzata come un vero ritratto. A questa da controparte l’atteggiamento del sovrano, ovvero è autoritario. La sua posa non è classica (perché là sono più liberi). La ripresa del classico è filtrata dal mosaico bizantino /ravennate, con lo sguardo dritto che ricorda Costantino (sguardo ieratico). Le pieghe delle vesti si vedono nella pittura gotica e le sculture di Arnolfo saranno più morbide quando l’autore conoscerà meglio l’arte classica.

Nella Vergine con il bambino le pieghe sono più morbide e l’aspetto del chiaroscuro si vede nel monumento funebre del cardinale De Braye e ci sono due figure di angeli alza cortina che spostano un sipario e queste sembrano in equilibrio precario.

A Roma per la decorazione dei due cibori (edicola che si decora sopra l’altare principale, è un baldacchino) di Santa Cecilia e San Paolo Fuori Mura. Ci sono pennacchi e archi trilobi con colonne in porfilo (San Paolo) e marmo grigio policromo (Santa Cecilia) e c’è la struttura del timpano. Sono decorati a stile gotico con foglie d’acanto gattonate e ci sono elementi con forte presenza scultorea per la copertura e le colonne, con piccole sculture poste ad angolo. Questo si vede nei pulpiti, sottolineano le facciate della copertura.

Collabora a Perugia con Nicola per l’esecuzione della fontana maggiore e qua si testimonia la loro vicinanza, ma è dubbia la sua presenza perché Arnolfo fa la fontana minore solo ed è simile a questa. Le sculture che decoravano la fontana riprendono l’elemento naturalistico classico, soprattutto quella della Donna Assetata. L’importante per l’aspetto espressivo carico di espressività. Si trova un rapporto di mediazione tra l’elemento classico e quello naturale, riducendo gli elementi di maggiore espressionismo.
Si apre al gotico d’oltralpe e diffonde le caratteristiche della sua scultura che arriveranno a Giotto. Il classico è usato come giustificazione del potere.

Caratteri di Arnolfo di Cambio
Sono importanti i caratteri spaziali delle figure, ovvero la capacità di costruire una figura nello spazio dal gioco di luce ed ombra. Giotto tradurrà questo questo nella pittura. Si passa dalla piattezza della pittura romanica classica si passa ai giochi di chiaroscuro.

La Cappella dell’Arena manifesta la grandezza di Giotto.

Antelami, Deposizione di Cristo
Antelami è uno scultore di cultura nordica ed è attento alla scultura e alla cultura d’oltralpe.
La Deposizione si trova nel Duomo di Parma nella parte destra del transetto. L’intera lastra ha una decorazione tipica della gioielleria di derivazione barbarica. Ha una decorazione che riguarda anche l’arte classica. Al centro c’è la figura principale e l’asse centrale è dato dall’asse principale della croce e l’inclinazione del corpo di Cristo ci porta verso l’incontro della Vergine con il Cristo. Questo rappresenta l’accoglienza di Dio nella Chiesa.
Ogni figura è generalmente indicata con il nome e ci sono I due Arcangeli, Raffaele e Gabriele e in basso c’è la Sinagoga (a destra) e la Chiesa (a sinistra). Ci sono i soldati con la disputa della veste di Cristo.
Ci sono le tre Marie e agli angoli ci sono il sole (a sinistra) e la luna (a destra) che rappresentano il buio e la luce, quindi la visione errata di una fede: la Sinagoga viene umiliata dall’Arcangelo perché Cristo muore a causa della Sinagoga.
Si ha una forma gerarchica di dimensione di linee forza, perché la figura principale è al centro ed è più grande e da qua ci si sposta alla Chiesa.

Lo stile è formato dall’unione dell’elemento nordico, a tratti romanico (con la forma gerarchica e le proporzioni). Si ha un’eleganza dei dettagli e il drappeggio delle vesti è reso morbido.

Cimabue
Egli è importante per il passaggio tra la pittura romanica e gotica. Nei suoi crocifissi c’è l’assenza della narrazione nelle tabelle laterali nei crocifissi gotici e rimangono le due figure ai lati delle braccia: la Vergine e Giovanni Evangelista. Importanti sono i suoi crocifissi ad Arezzo e a Firenze e i loro caratteri sono ancora attestati da alcuni caratteri romanici e bizantini). Nel crocifisso di Arezzo, il corpo della figura è stilizzato, il chiaroscuro rappresenta lo spessore pittorico. Le parti esposte alla luce e ombra incominciano ad essere rapportate. Il tratto disegnato è ancora marcato, soprattutto nelle incisioni della veste. La figura nella sua proporzione è allungata ed è una tipologia di vetrata. Il rapporto tra luce e ombra è generato dall’effetto luminoso della trasparenza (come nelle vetrate).
Nella croce di Firenze, l’anatomia è realistica e si ha una maggiore tridimensionalità delle figure. La forma è definita dalla riduzione del tratto di colore ed il rapporto di chiaro-scuro. Si recupera una luminosità propria della figura. L’aspetto si sottolinea nel perizoma, che sottolinea l’anatomia.
Ambientazione dell’epoca gotica
La filosofia del Medioevo si divide in patristica, il cui massimo esponente fu Agostino, si sviluppa in periodo romano tra il VIII ed il IX, dove ci sono le scuole cattedrali (da dove nascerà la scolastica) e scolastica, il cui massimo esponente fu Tommaso, si sviluppa tra il IX e il XV secolo. Si riguarda al classico, a Platone e ad Aristotele, dove c’è la centralità tra il discorso religioso perché tutti quelli che scrivono fanno parte dell’ambiente della Chiesa.
Della patristica fa parte Dionigi Aeropagita, definito pseudo-Dionigi perché è un autore che lavora nei primi secoli della patristica ma si rifà ad Aereopagita, un saggio convertito da San Paolo. Nei suoi testi c’è un qualcosa che assume un’importanza nella scolastica, la teologia negativa. Si sottolinea un’importanza dell’uomo ad accogliere Dio.
Si tende a costruire un’architettura per noti.

Ci sono poi Avicebron che ricorda Platone e Avicenna e Averoé che si ispirano ad Aristotele.

Tommaso, autore della scolastica, dà una spiegazione ragionale di Dio. Dio è l’unico che coincide con l’essere attraverso l’analogia entis, l’essere di Dio in veste di essere anche le altre cose sotto Dio co sono gli angeli che sono enti spirituali. Gli angeli muovono i cieli e le ali riprendono il Fedro di Platone, perché con il suo cavallo alato e le ali rappresentano un essere ultracorporeo. Un essere ultracorporeo deve volare.
Sotto gli angeli c’è l’uomo. E’ l’uomo che riesce a partecipare alle due sfere della metafisica.

ex grado: necessità di grado massimo alle cose esistenti in natura.
ex posibili: Dio come necessario. Il necessario deve far parte della realtà

Il canto gregoriano è monodico e poi, a Notre Dame, grazie a Magister Leoninus e Petotinus, creano la musica polifonica che alleggerisce la linea originaria.

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