zerbino di zerbino
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La Vergine Annunciata


Nella splendida Vergine Annunziata (Museo Nazionale di Palermo), si può notare e scorgere l’essenziale semplicità e la sintesi di tutta la grandezza di Antonello con particolare riguardo al taglio a mezzo busto secondo gli schemi della ritrattistica tipicamente fiamminga. La mano alzata della Madonna non è scorciata esattamente, è piuttosto come storpiata nonostante sia un elemento prospettico e configuri un gesto di diniego per un eventuale avvicinamento. Anche se per alcuni critici sottintende la sorpresa provocata dall'apparizione dell'angelo e la serena accettazione dell'annuncio. Il manto azzurro gira invece nello spazio come se fosse in una nicchia dando l'impressione della scultura, mostrando con un gesto di pudore il suo volto luminoso di donna dolce e pia. Da rilevare che il leggio, sopra il quale la Vergine ha aperto il libro, è ancora in stile gotico e si incunea nello spazio come un baluardo simbolico teso per proteggere la vergine. E' durante la permanenza nella bottega di Colantonio, a Napoli, che Antonello assimila il gusto per i colori vivi, tipico dei pittori fiamminghi, catalani e provenzali, ma è l'atre di Pietro della Francesca a marcare più profondamente la sua produzione artistica.

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