Antelami, Benedetto

Sulla vita e sulla formazione di questo artista non si sa nulla di certo: appare tuttavia attendibile l'ipotesi di una presenza giovanile in Provenza e in particolare nel cantiere di St.Trophime ad Arles, dove gli viene attribuito un capitello nell'annesso chiostro. Anche il suo cognome sembra essere un appellativo generico, riferentesi ai Magistri Antelami, lapicidi e muratori dell'Italia sett., originari della Val d'Intelvi. La sua attività può essere racchiusa fra due opere firmate: la Deposizione dalla Croce (1178), nel transetto destro del duomo di Parma, e l'Adorazione dei Magi (1196) nella lunetta del portale sett. del battistero di Parma. Tra questi due termini risulta difficile collocare la parte più recente della decorazione del duomo di Borgo San Donnino (ora Fidenza), in base alla poca saldezza del modellato delle sculture e per la generale mediocrità, tolti alcuni pezzi notevoli. Si ipotizza che A. abbia partecipato anche come architetto al primo progetto della chiesa, iniziata nel 1179 e poi ripresa nel 1214-18, ma che sia intervenuto direttamente solo nella più tarda fase dei lavori, eseguendo tra l'altro le statue dei Profeti. Argomenti diversi vengono invece addotti per l'attribuzione ad A. della cattedra episcopale marmorea nell'abside del duomo di Parma (ca. 1180), dei rilievi del portale mediano nella facciata della chiesa abbaziale di S. Andrea a Vercelli (1219-1225) e dell'altorilievo con la figura equestre di Oldrado da Tresseno (1233) all'esterno del Broletto di Milano, secondo Toesca ultima opera del maestro. La Deposizione dalla Croce mostra già tutte le particolarità e i caratteri propri del linguaggio plastico dell'artista: il modulo di composizione delle figure principali è di tipo bizantino, ma con influssi provenzali e reminiscenze classiche, mentre la concezione solida e rigorosa del rilievo si stacca nettamente dalla linea della tradizione della scultura romanica dell'Italia settentrionale. I diversi influssi sono validamente rielaborati in una sintesi compiuta, che esprime una coscienza artistica unitaria. L'opera maggiore di A. rimane tuttavia il complesso architettonico e decorativo del battistero di Parma, iniziato nel 1196, a pianta ottagonale all'esterno e decaesagona all'interno, coperto a cupola ogivale. La decorazione plastica del battistero, svolta sia all'esterno sia all'interno, è un insieme eccezionale che non trova confronti, per complessità e rigore di concezione, nella scultura romanica italiana. Essa comprende i tre portali adorni di lunette (l'Adorazione dei Magi, il Giudizio Finale e la Leggenda di Barlaam), grandi statue a tutto tondo (due Profeti, Salomone e la Regina di Saba), numerose formelle e fregi decorativi. All'interno i soggetti delle sculture dei catini del primo ordine architettonico riprendono narrativamente quelli dei corrispondenti portali esterni. La collaborazione di aiuti è probabile nella splendida serie di rilievi raffiguranti i Mesi e le Stagioni. Tutta la decorazione è integrata con tanta mirabile esattezza e armonia alla struttura architettonica, che non possono più sussistere dubbi sul fatto che architetto e scultore siano stati la stessa persona. Il problema dell'attività architettonica di A. è tuttora vivo e incerto: sulla base dei caratteri stilistici del battistero di Parma sono stati attribuiti ad A. i progetti del duomo di Borgo San Donnino e della chiesa di S. Andrea a Vercelli: autori come Verzone e Toesca ritengono le tre opere legate da notevole unità stilistica, caratterizzata da una pronta e precoce assimilazione del gotico francese. La personalità eccezionale di A. aprì nella scultura italiana una nuova epoca stilistica, costituendo un'esperienza vitale che per tutto il Duecento diede vita a una fiorentissima scuola di artisti.

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