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La celebrazione del sovrano nell'arte del Vicino Oriente

La nascita dell'arte mesopotamica ha un rapporto molto stretto con la rappresentazione della regalità e della divinità, profondamente connesse tra loro. Il ruolo del re, che beneficava i sudditi con grandi opere pubbliche e importanti imprese militari e civili, era infatti paragonabile a quello degli dei nei confronti dell'umanità: entrambi garantivano la vittoria dell'ordine sul caos che incombeva sulla storia e sul cosmo. Nella società mesopotamica il re fu spesso celebrato con statue che ne ritraevano le sembianze, generalmente esposte nei templi per testimoniare concretamente il vincolo che lo univa agli dei, oppure in rilievi che raffiguravano vittorie militari o incontri fra il re e gli dei suoi protettori. Nelle civiltà del Vicino Oriente l'arte assunse dunque un carattere prevalentemente pubblico e ufficiale, mentre raramente veniva raffigurata la sfera privata del singolo individuo. Le città-stato sumere erano caratterizzate da un'architettura monumentale, che celebrava la potenza del re e ne rafforzava l'autorità attraverso due edifici principali: il tempio e il palazzo. Il tempio era la costruzione più rappresentativa della città-stato e poteva raggiungere dimensioni particolarmente imponenti nelle ziqqurat, il più importante edificio sacro dedicato al dio protettore della città. La pianta della ziqqurat era quadrata e la struttura architettonica era costituita da una serie di piattaforme sovrapposte, di ampiezza decrescente, collegate da rampe di scale. Il tempio vero e proprio sorgeva sul piano più alto ed era costituito da un vestibolo, da un santuario esterno, dove si svolgevano i riti quotidiani, e da uno interno, considerato dimora della divinità. Il palazzo era la residenza del sovrano, ma costituiva anche il centro amministrativo della società mesopotamica, sede dell'archivio, dei magazzini e soprattutto del controllo di ogni attività economica gestita dai funzionari. L'assolvimento di funzioni diverse e l'importanza crescente del ruolo di rappresentanza resero colossali le dimensioni dei palazzi rispetto agli altri edifici della città.

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