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La scultura greca

La rappresentazione della figura umana fu molto curata dai Greci. Essi nutrivano profondo rispetto per l’uomo e, nelle rappresentazioni che ne facevano, tendevano ad esaltarlo. Si può dire che avevano una concezione quasi religiosa del corpo umano. Tutta la scultura greca, dalle origini fino al massimo splendore e alla decadenza, si occupò del corpo umano, studiandolo sempre con grande attenzione.
La storia dell'arte greca si può suddividere in quattro periodi:

Periodo di formazione (1150 a.c. - 720 a.c.)
La calata dei Dori e la fondazione delle prime città, primissime espressioni di arte greca
- invasione dorica del Peloponneso
- si abbandona il concetto miceneo di città fortezza e si afferma una nuova organizzazione del territorio e del potere, le poleis, che nascono tra l'XI e il IX sec aC.
- sono stati rinvenuti esempi di pittura vascolare (in terracotta) risalenti al periodo di formazione; sono caratterizzati dall'ornamentazione pittorica di figure geometriche (questo periodo prende anche il nome di PERIODO GEOMETRICO)

Periodo arcaico (720 a.c. - 480 a.c.)
Arco di tempo in cui la civiltà greca inizia a maturare le caratteristiche che la contraddistinguono (architettura dei templi e rappresentazione della figura umana nella scultura)
- si diffondono i commerci e si sviluppano le poleis; l'incremento demografico e il maggior benessere generale aumentano la richiesta di beni di consumo e nascono le colonie greche.
- In età arcaica la statuaria greca inizia il suo percorso alla ricerca della perfezione. i soggetti sono riconducibili a due tipologie:
1. il kouros è un giovane uomo nudo rappresentato con la testa eretta, le braccia stese lungo i fianchi, i pugni serrati, la gamba sinistra leggermente avanzata ad accennare un passo. Il termine identifica "nel pieno splendore del suo sviluppo fisico".
2. La kore è una giovane domma vestita con una lunga tunica e un mantello; anche essa in posizione stante. La veste ha la funzione di indicare il ruolo della donna nella società greca, essenzialmente moglie e madre.
Era generalmente raffigurata con la testa eretta, i piedi uniti, un braccio steso lungo il fianco e l'altro ripiegato sul petto in atto di recare offerte.
Kouros e kore possono indifferentemente raffigurare divinità, eroi o semplici uomini come se avessero tutti pari dignità e importanza.

La scultora dorica
Si sviluppa nel Peloponneso.
- predilezione per la figura umana nuda; la creazione di forme estremamente semplici e l'adozione di proporzioni massicce.

- effetto di grande solidità e potenza con figure prive di moto.
- significativi sono i fratelli kleobis e biton: le braccia dei due sono leggermente flesse e molto muscolose, i polpacci sono evidenziati in modo quasi innaturale e anche la testa è sovradimensionata e di forma squadrata, accentuata dalla voluminosa capigliatura costituita da pesanti trecce.
Sul viso sporgono due grandi occhi a mandorla mentre le labbra sono increspate (sorriso arcaico). Le due statue sono state scolpite per essere osservate frontalmente, viste di lato infatti perdono gran parte della loro espressività.

La scultura attica
Si sviluppa ad Atene. Il corpo viene maggiormente armonizzato per conseguire un effetto di maggior equilibrio. Uno dei più noti esempi di scultura attica è il Moscophoros (570 - 560 aC), un kouros che sorregge un vitellino sulle spalle in atto di portarlo in offerta al tempi, il tutto con simmetria compositiva.
Il Moschophoros non e' nudo, ma indossa una corta tunica che costituiva il principale capo di abbigliamento. La sua testa di forma ovoidale e' incorniciata da un'acconciatura di capelli ondulati; una barba fitta, priva di baffi gli orna il volto.
Vi è uno studio del dettaglio con una certa accuratezza.

La scultura ionica
Questa attinge alla tradizione orientale ed e' pertanto caratterizzata da una maggiore raffinatezza del modellato, un uso di proporzioni slanciate e una più ampia libertà rispetto agli schemi della tradizione.
- il Kouros di Milo, statua giunta a noi pressoché integra anche se il marmo ha subito una forte corrosione. La testa è più gracile e la figura più morbida conferiscono alla statua una maggiore armonia. Anche questa statua è stata scolpita per essere vista solo frontalmente.

Il volto è privo di barba e i capelli formano lunghe trecce sulle spalle; le labbra appaiono socchiuse
- la Hera di Samo (570 aC) ci è giunta acefala e rappresenta o la stessa dea Hera o una fanciulla che portava le offerte al tempio. la statua è sostanzialmente cilindrica con la tunica che si allarga a campana lasciando solo sporgere le dita dei piedi.
Il soggetto femminile ha il braccio destro steso con la mano stretta in un pugno, e il sinistro (andato perduto) poteva rappresentare l'atto di sorreggere un dono, secondo la tradizione.
Del periodo arcaico rilevante è anche la scultura frontonale dei templi, che si caratterizza per una forte astrazione delle figure, con particolare riferimento alle proporzioni; al centro dello spazio triangolare si trova la divinità, che ha dimensioni maggiori rispetto alle altre statue e funge da linea di simmetria. Le statue degradano di dimensioni allontanandosi dal centro e tutte sono realizzate in bassorilievo.
Si ricordano i frontoni del tempio di Corfù.

Periodo severo (480 a.c. - 450 a.c.)
lo stile severo vede l'introduzione di alcune novità morfologiche delle statue prodotte, passando da una posa più statica ad una più complessa che sottolinea una maggiore vitalità.
- La testa alquanto piccola è tendenzialmente sferica; di conseguenza gli occhi e la bocca trovano la loro giusta collocazione all'interno del viso.
- La bocca si fa più piccola e carnosa, le palpebre diventano consistenti; le capigliature prima rigide assumono ora tracce morbide.
- La massa muscolare si distribuisce armoniosamente, mentre le spalle di arrotondano e il busto esprime grande potenza. La parte inferiore della gabbia toracica è messa in rilievo da un arco.

- Le gambe lunghe si assottigliano verso le ginocchia e le proporzioni complessive sono più slanciate.
- L'esempio più importante di questa trasformazione l'Efebo di Ritios: il soggetto della scultura è caratterizzato da una leggera rotazione della testa a destra e vede il proprio peso spostato sulla gamba sinistra arretrata.
Il fianco corrispondente alla gamba portante sporge i fuori mentre il bacino ruota sollevandosi verso sinistra. la gamba destra e' leggermente piegata in avanti e il braccio destro e' piu' avanzato del sinistro.
- Il materiale più utilizzato dagli artisti severi è stato il bronzo, il quale permetteva una maggiore libertà compositiva e aveva una maggiore resistenza.
- In bronzo è lo Zeus - Poseidone, statua che un tempo sorreggeva l'attributo connotativo del personaggio, oggi andato perduto. Le gambe sono divaricate e il piede sinistro è saldamente appoggiato a terra, mentre il destro poggia con la punta. L'intera scultura appare quadrata e la posizione assunta dal viso sembra impassibile.
In merito al periodo severo si ricorda anche la scultura frontonale del tempio di Zeus ad Olimpia. Rispetto alla scultura frontonale arcaica, quella severa è investita da una sorta di continuità di movimento che lega i gesti delle varie figure della composizione statuaria. Le statue sono proporzionate tra loro e le divinità occupano una posizione razionale all'interno della composizione.

Mirone
Emerge nel 5 sec. a.c. e si considera come uno scultore pre - classico.

Rilevante è il discobolo (originale in bronzo, oggi copia romana), atleta colto nel momento di massima concentrazione prima del lancio del disco; lo scultore coglie la massima espressione del movimento proiettato nello spazio.
Il busto si mostra frontale mentre il braccio destro portato indietro forma un arco con le spalle, il braccio sinistro e la gamba sinistra piegata.

Periodo classico (450 a.c. - 323 a.c.)
Nel periodo classico l'equilibrio del corpo, da tempo ricercato dagli scultori, viene raggiunto da Policleto e da Fidia. Il periodo classico è infatti sinonimo di perfezione ed è preso di riferimento come canone di bellezza.

Policleto
Di Policleto è rinomatissimo il Doriforo, ovvero il portatore di lancia (originale in bronzo oggi copia romana). La statua è un esempio di equilibrio e perfezione anatomica.
L'equilibrio nasce dall'utilizzo di un Canone, un sistema di proporzioni che legava tra loro le varie parti del corpo, raggiungendo così la perfezione.
Le sculture di Policleto sono dotate di corrispondenza incrociata (chiasmo). Il Doriforo si poggia sulla gamba destra, l'altra invece è leggermente flessa e spinta all'indietro, il bacino si alza a destra e si abbassa a sinistra, e la spalla destra si abbassa mentre quella sinistra si alza.
Su questi criteri si basa anche il Diadumeno, che rappresenta un giovane nel momento in cui si cinge il capo con la benda della vittoria; la sua posa appare però più rilassata.

Fidia
Lo scultore conferisce personalità alle statue, le umanizza e le caratterizza attraverso la posa, la fisionomia e la dinamicità della figura.
Fidia, contemporaneo di Policleto, è rinomato per la realizzazione delle sculture del Partenone, in particolare dei frontoni del tempio, considerati la massima espressione dello stile classico.
La scultura frontonale è dotata di continuità e unitarietà d'insieme, i gruppi statuari sono aggregati a partire dal centro e si estendono attraverso il panneggio che dona un senso di sensualità e carnalità alle figure.
I frontoni del Partenone sono due:
- orientale: raffigurava la mitica scena della nascita di Atena dal cranio di Zeus, scena però perduta. A questa scena assistevano vari personaggi: a sinistra Dioniso, Demetra, Kore verso i quali correva Artemide a dare loro la notizia.; a destra Hestia, Dione e Afrodite.
Le sculture appaiono dominate da una forte tensione psicologica ma si muovono con ritmi armoniosi e controllati.
- occidentale: presentava il mito della disputa tra Poseidone e Atena per il possesso dell'Attica; la composizione risulta più libera per l'eliminazione dell'asse della simmetria, il che rende la scena ancora più dinamica.
A partire dal IV secolo a.c. lo stile classico subisce una trasformazione, costituendo un'anticipazione dello stile ellenistico. Di questa seconda parte dello stile ellenistico fanno parte Lisippo, Skopas e Prassitele.

Prassitele
Introduce nelle statue una struttura sinuosa a spirale (elicoidalismo) che accentua il dinamismo e la naturalezza; inoltre dà maggiore carattere alle capigliature e utilizza un marmo rifinito con un tocco di rosa per restituire un effetto di carnalità
un'opera importante è Hermes con Dioniso bambino, ritraente Dioniso affidato a Mercurio; entrambi hanno linee sinuose e pare esserci un colloquio tra le due statue.
Un'altra statua è l'Afrodite Cnidia, la prima statua di nudo femminile rappresentante la dea Afrodite che poggia il panneggio prima di immergersi nel bagno di purificazione.

Skopas
È un anticipatore delle tendenze scultoree dell'ellenismo, soprattutto per quanto riguarda l'accentuazione di alcuni tratti somatici per rendere una maggiore drammaticità (pathos), ad esempio la maggiore infossatura delle orbite oculari.
La statua più famosa è la Menade del gruppo di Sicione, una danzatrice nell'atto di un movimento slanciato durante un banchetto orgiastico in onore di Dioniso. Il dinamismo è sottolineato dal movimento dei capelli e della veste.

Lisippo
Lo scultore da una maggiore espressione alla capigliatura, rimpicciolendo la testa rispetto agli antichi, riproducendo il corpo più snello e più asciutto e prestando profonda attenzione al dettaglio.
Egli avvia quindi un nuovo canone scultoreo di rappresentazione introducendo le accortezze prospettiche già usate in architettura
L'Apoxymenos con le braccia tese in avanti, risulta essere la prima vera statua tridimensionale della scultura greca, apprezzabile a tutto tondo.
Il risultato estetico dei personaggi suggeriva una serie di implicazioni psicologiche ed emotive suscitate dai tratti fisici rappresentati.

Periodo ellenestico (323 a.c. - 31a.c.)
Durante il periodo ellenistico la scultura acquisisce caratteri di naturalismo, abbandonando gli ideali di bellezza e perfezione fisica caratteristici del periodo classico.
Vengono riprese i canoni di Skopas, Lisippo e Prassitele, ricercando un effetto drammatico e plastico inusuale per i canoni estetici dell’arte greca.
- la Venere di Milo presenta un sostegno laterale su cui poggiava il braccio e alla cui base era posato il piede sinistro; è stata realizzata in due parti poi unite. Il drappeggio è naturalistico e la testa è realizzata con forte rimando al classicismo.
- La Nike di Samotracia faceva parte di un gruppo marmoreo e rappresenta la dea della vittoria sulla prua di una nave; la figura è colpita dal vento il quale agita le vesti incollandole al corpo, e spinge indietro le ali.
- Laocoonte è una figura mitologica greca, sacerdote di Poseidone; è una figura molto raffinata e le sculture hanno una struttura e una posizione molto idealizzate. La statua è dotata di complessità scenografica e drammaticità.

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