il tempio greco poggiava su un crepidoma in pietra, una base costituita da 2 o 3 gradini che elevavano l'intero edificio.
la parte superiore del crepidoma prende il nome di Stilobate, piano orizzontale su cui si basava la colonna
il fusto fu prima costituito da legno, poi da pietra, e veniva realizzato in pezzi.
i vari elementi che lo componevano furono chiamati rocchi. il fusto era rastremato a circa 1/3 dell'intero fusto ed aveva un rigonfiamento chiamato "entasi". questo rigonfiamento aiutava la vista dei greci per portare avanti l'illusione ottica verticale della colonna.
il collarino, inoltre, univa il capitello al fusto. il capitello era infatti formato da echino ed abaco. l'echino aveva la forma di un catino circolare dal profilo convesso e a tale forma fa riferimento il nome greco echinos, riccio di mare. l'abaco, invece, aveva la forma di un parallelepipedo molto schiacciato e il suo nome derivava dal greco abax, basamento. l'insieme degli elementi decorativi e strutturali che poggiavano sui capitelli, prendeva il nome di trabeazione. poi vi era l'architrave, che collegava le colonne orizzontalmente tra di loro ed era sormontata da un da un fregio, dal quale lo divide un listello continuo chiamato tenia. il fregio si sviluppava ungo l'intero perimetro con un alternarsi di metope e triglifi. dalla formazione del tempio greco si creò quello che divenne famoso come "conflitto angolare". quest'ultimo esprimeva:

-la necessità che ogni triglifo fosse in asse rispetto alle colonne sottostanti
-la necessità che due triglifi fossero concomitanti con ciascuno spigolo

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