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Il Ninfeo di Erode Attico a Olimpia

Erode attico, intellettuale e collaboratore prima di Adriano e poi di Antonino Pio, fece costruire a Olimpia, tra il 149 e il 153 d.C., un grande ninfeo in onore di Zeus. L’edificio serviva a raccogliere l’acqua condotta dai monti vicini attraverso un lungo acquedotto, risolvendo cosi l’annoso problema delle riserve idriche del santuario. Si trattava di un esempio eccezionale di architettura scenografica , in cui la facciata nascondeva la funzione utilitaria dell’edificio, e nello stesso tempo può essere considerato un’antologia dei vari tipi di fontane esistenti. Era articolato intorno a due grandi bacini, separati da un parapetto con al centro un toro di marmo: il primo, più basso e rettangolare, era inquadrato fra due piccoli monopetri ( piccola tholos con una sola fila di colonne e senza cella, destinata solitamente a ospitare una singola statua) costruiti sui lati corti; il secondo, più profondo e semicircolare, aveva alle spalle, con funzione di sfondo scenico monumentale, una grande esedra a due ordini, anch’essa semicircolare, scandita da colonne e nicchie su due piani; all’interno delle nicchie erano poste le statue dei membri della famiglia imperiale e di quella dello stesso Erode Attico, secondo un criterio rigidamente gerarchico : nel piano superiore, meno nobile, era collocata la famiglia di Erode e nell’inferiore la famiglia imperiale; una statua di Zeus occupava in entrambi i piani la nicchia centrale. La scelta di decorare il ninfeo in questo modo aveva un valore politico: in tutte le statue gli imperatori comparivano con la corazza, mentre quelle di Erode e de suoi parenti erano togate, segnalando così le differenti funzioni, militare e civile, che Erode, un senatore , assegnava rispettivamente all’imperatore e al senato.

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