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Acropoli di Atene

Atene, è una città greca, dedicata alla Dea della fertilità, la Dea Atena. Atene è il centro artistico della Grecia; divenne tale dopo due guerre importantissime, che sono quelle del Peloponneso e la guerra Persiane, che fecero in modo che tutto venga distrutto, per poi essere ricostruito con maggiore attenzione e quindi in modo migliore.
La città di Atene essendo una polis (ovvero una città-stato indipendente), aveva la caratteristica di essere divisa in due parti, che erano appunto l’acropoli, ovvero la parte alta della città, e l’agorà, che era la parte più bassa.
Con il termine agorà, si indicava la piazza principale del mercato, ovvero la sede economica, commerciale e politica della città.
Con il termine acropoli, invece, si indicava appunto la parte più alta della città, che veniva posizionata in prossimità delle colline presenti. All’estremità di queste acropoli, venivano costruiti principalmente i templi religiosi, che venivano dedicati alle divinità più importanti della città.

Una delle più importanti acropoli al mondo, era appunto, ed è ancora, l’Acropoli di Atene. Essa, venne costruita alla sua estremità, da scultori e architetti, tra cui Fidia, Policleto e Mirone.
In prossimità di questa Acropoli, si possono contare dieci templi.
I tre templi più importanti sono:
1. Il Partenone;
2. L’Eretteo;
3. I Propilei;


Il Partenone
Il Partenone, è un tempio greco che si sorge appunto sull’acropoli di Atene, e che è stato dedicato alla Dea Atena, figura principale della fertilità.
La sua edificazione, cominciò intorno al 447 a.C., è fu completata nel 438 a.C., ma il lavoro sulle decorazioni continuò almeno fino al 432 a.C, per un totale di almeno quattordici anni di edificazione.
Dalla parte architettonica il Partenone, è un tempio periptero, ed ottastilo, ovvero con otto colonne posizionate nella facciata più corta, e con diciassette colonne, posizionate nella facciata più lunga.. Lo stile del tempio viene riconosciuto a prima vista, poiché, le colonne, non possiedono il basamento, quindi può trattarsi solo di stile Dorico.
Il materiale con cui venne costruito il Partenone, risulta essere soprattutto la pietra porosa.
Una delle caratteristiche principali del Partenone, sono le novantadue metope, che presentano dei disegni molto particolari, come ad esempio, gli uomini che combattono in guerra, proprio perché Atene, era una città molto bellica. Oggi queste metope in gran parte non sono presenti nel Partenone, ma vengono conservate nei vari e importantissimi musei del mondo.

L'Eretteo
Un altro importante tempio greco, posto sull’acropoli di Atene, è l’Eretteo, che venne dedicato all’omonima figura mitologica, chiamata appunto Eretteo.
La sua edificazione, incominciò, molto probabilmente, verso il 421 a.C., e finì verso il 407 a.C., per un totale di quattordici anni di edificazione.
Il materiale, che venne utilizzato, corrisponde al marmo pentelico.
Dalla parte architettonica, l’Eretteo, è un tempio con stile ionico, possedente due volute, e il basamento nelle colonne. La struttura dell’Eretteo, corrisponde ad un anfiprostilo.
Una delle caratteristiche principali dell’Eretteo, è la presenza di una loggia, con al suo interno delle cariatidi, che sostituiscono le classiche colonne poste in ogni tempio. Le cariatidi, sono delle statue decorative, che rappresentano sempre la figura femminile. La loggia, costituisce in tutto, sei cariatidi.
Il tempio, venne costruito, in seguito a una grandissima guerra persiana, che andò a distruggere tutta l'acropoli.

I Propilei
I Propilei, a differenza dei sopra citati, non sono un tempio, ma bensì un porticato, posto all’entrata dell’intera Acropoli.
La loro edificazione, venne attuata, tra il 437 a.C., ed il 432 a.C., con un totale di circa 5-6 anni di edificazione, e molti pensano, che non siano mai stati conclusi.
Il materiale principale, utilizzato nei propilei, risulta essere il marmo pentelico.
La struttura architettonica dei propilei, è composta dallo stile dorico all’esterno, mentre all’interno, presenta delle caratteristiche dello stile ionico.

I propilei, vennero parzialmente distrutti, verso il 600 d.C., a causa di un’esplosione di munizioni turche, che vi erano depositate.

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