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L’IMMAGINE DELL’IMPERATORE BEL V SECOLO

Per esprimere la maestà dell’imperatore, la sua immagine divenne via via sempre più ieratica (cioè dall’aspetto grave e solenne). Il ritratto imperiale si allontanò sempre più dal realismo nella resa del volto, senza perdere però l’alta qualità formale; la stilizzazione dei lineamenti voleva esprimere nello sguardo la spiritualità, mentre l’acconciatura spesso artificiosa e incorniciata dal diadema, serviva quasi come un ornamento.
Questa tendenza si osserva per esempio nel Ritratto di Arcadio, proveniente da Costantinopoli e soprattutto nel cosiddetto Colosseo di Barletta, raffigurante un imperatore del V secolo (forse Marciano): all’alta qualità formale e al naturalismo del tipo statuario, un loricato, derivante dalla tradizione imperiale romana, si unisce l’astrazione del volto.
Lo stesso si può dire dei ritratti dell’acconciatura e dei gioielli si oppone all’impersonalità delle fattezze del volto, benché anch’esse rese con estrema maestria, come nel supposto Ritratto di Ariane, figlia e moglie di imperatori, che visse nella seconda metà del V secolo.

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