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Il Fauno Barberini

Alle opere ispirate al mondo dionisiaco appartiene il cosiddetto Fauno Barberini, databile fra il III e il II secolo a.C. L'opera raffigura un satiro disteso su una pelle di animale, sprofondato in un sonno inquieto probabilmente dopo una memorabile bevuta; il corpo muscoloso è esposto in modo provocante, con il braccio destro portato dietro la testa: lo scultore gioca così sul contrasto tra l'innocenza del sonno e la sensualità della posizione. La scelta di raffigurare un satiro dormiente era insolita, dato che i satiri erano generalmente rappresentati mentre partecipavano al corteo dionisiaco o insidiavano le ninfe; in questo caso invece l'inesauribile attività è vinta dall'ubriachezza e dal sonno. Anche la possente muscolatura è estranea all'iconografia dai satiri e ricorda piuttosto le immagini di eroi, ma in questo caso è probabilmente funzionale alla creazione di un immagine seducente.

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