L'età Orientalizzante e l'evoluzione delle tombe

La tomba a “Capanna” di Cerveteri è così chiamata perché il suo interno è simile a quello di una capanna in cui gli Etruschi in quel periodo. È sviluppata in senso longitudinale, è divisa in due parti, in fondo c'è una cella dove era stato deposto il corpo di un guerriero. Per terra c'erano dei sassetti forse per motivi igienici e qualcuno ha detto che anche se questa è una tomba a camera, destinata di norma ad un inumato, probabilmente poiché era ancora forte l'usanza Villanoviana di incenerire i corpi, essendo stati trovati resti di carbone, si pensa che il corpo sia stato deposto sopra ai sassolini e poi gli sia stato dato fuoco. All'interno della tomba ci sono delle banchine che si pensa fossero usate per il rito funebre. Abbiamo una camera in fondo, un atrio, una trave in colmo che sorreggeva il tetto nella casa dei ricchi. La tomba della Capanna di Cerveteri venne realizzata intorno al 680 a.C. (età orientalizzante)

La tomba dei Leoni dipinti, si chiama così perché sull'architrave della tomba erano stati dipinti dei leoni, che si affrontavano. Questa tomba rappresenta l'evoluzione della tomba della Capanna (infatti la struttura è la stessa), qui sono state fatte più deposizioni.
La tomba Regolini – Galassi è una delle poche tombe che sono state trovate intatte, è stata scavata su concessione dello Stato Pontificio (dato che Cerveteri prima dell'unificazione d'Italia era territorio dello Stato Pontificio). In questa tomba venne trovato un letto funebre realizzato con una maglia di bronzo, issato su un carro funebre, su cui c'erano ancora i resti di una donna. Nelle due celle laterali vennero trovati i resti di due uomini inceneriti. In questa tomba sono state trovate anche delle lamine bronzee, che si pensa facessero parte di un trono. La tomba etrusca veniva letteralmente addobbata, oltre che con vasi e suppellettili anche con fiori e tendaggi. La cerimonia funebre avveniva sempre di notte, innanzi al corteo c'erano le dolenti, poi seguiva trasportato il corpo del defunto e dietro parenti amici e conoscenti, con gli oggetti del corredo. Poi il corpo veniva deposto insieme al corredo, la tomba veniva chiusa e fuori si svolgeva il banchetto funebre, a cui si pensava che partecipasse anche l'anima del defunto. Nelle tombe dei guerrieri tra le cose del corredo funebre c'erano l'elmo, il pettorale di bronzo, e la lancia che spesso veniva messa al contrario e cioè con la punta in giù, probabilmente per indicare che il guerriero aveva terminato tutte le sue eventuali battaglie. Le donne venivano adornate con cinture, fibule, bracciali e spille in bronzo, al morto venivano messi i vestiti più belli. Nel VII secolo gli artigiani nel loro lavoro si rifanno ai prototipi orientali (infatti questo periodo viene chiamato Orientalizzante) e anche negli Olmos compaiono motivi ad esempio teste di grifo della Siria.
Imitano i vasi greci fino al periodo in cui, ne riprodurranno copie talmente fedeli da essere perfette, come le originali.

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