La Ceramica

Gli Etruschi iniziarono a lavorare la ceramica fin dagli inizi della civiltà Villanoviana, i vasi di questo periodo (biconici) non venivano lavorati al tornio.
La ceramica era rozza e presentava impurità, quali sassolini e pagliuzze che con la cottura venivano polverizzate e lasciavano nella ceramica, in frattura, piccoli forellini, questo è quello che si definisce impasto non depurato.
Le decorazioni vascolari non erano molto curate e si limitavano unicamente alla puntinatura, alle figure menandriformi, circolari, spiraliformi, tutte impresse nell'argilla ancora fresca, per inclusione.
Con il passare del tempo e con l'avvento di forme e usi orientalizzanti, e quindi con l'arrivo del tornio, nascono nuove forme vascolari, riprendenti quelle greche, e molto più complesse di quelle dei periodi precedenti.
Queste forme sono: gli aryballos e gli alabastro usati entrambi come portaprofumi; le pissidi usate come porta oggetti; gli skyphos, gli oinochoi, le olpai, i crateri, usati per mescere il vino; le anfore e le hydria per l'acqua.

Le decorazioni vascolari dello stile orientalizzante copiano quelle greche e raffigurano personaggi mitici, scene di guerra, scene di vita familiare ecc....
La ceramica va mano mano depurandosi e diventando sempre più pulita e più bianca.
Importante testimonianza del genio artistico etrusco è il bucchero, una particolare ceramica di colore nero o grigiastro anche in frattura, ceramica che non è mai stata imitata se non da qualche decennio. Nasce come ceramica nel 680 a.C. a Cerveteri, ed è caratterizzata dal suo colore nero che è naturale. Un vaso veniva decorato facendolo girare su una ruota di legno e inciso con un punteruolo, oppure veniva inciso con una matrice o rullino.
I vasi di Bucchero assumevano diverse forme tra cui alcune “plastiche”, le più importanti sono: gli oinochoi (decorati per incisione), le kiliches (ciotole con due manici) i calici (usati per bere) i kyatoy (ciotole ad una sola ansa a volte decorata con figure plastiche), i kantaros (ciotole per bere a due anse allungate verso l'alto).

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