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Arte etrusca

GUERRIERO DI CAPESTRANO

Proviene dalla necropoli di Capestrano, in territorio sannitico ma è di origine PICENA, perché picena è un’iscrizione incisa sul lato sinistro. E’ una statua più grande del vero, trovata sulla tomba di un “capo”. La figura, sostenuta lateralmente da due montanti di forma triangolare, entro i quali le gambe costituiscono altre forme triangolari, esprime una monumentalità sovrana. Al triangolo si sovrappongono le curve del bacino, delle braccia, del disco che protegge il petto, del volto ovoidale e del grande cerchio orizzontale alla base dell’elmo. Al di sopra l’elmo culmina in un cimiero, alto, sottile e profondo qnt l’intera base. Le luci si alternano alle ombre con decisione, contribuendo al senso di forza gravitante che emana qst guerriero.

SCHEMA DI ARCO

L’arco reale è costituito da conci cuneiformi, i cui lati superiore ed inferiore sono curveggianti, disposti radialmente. La spinta dall’alto verso il basso, determinata dal peso sovrastante, ricevuta dal concio collocato al vertice (“pietra di volta” – “serraglia”), si sposta sui conci laterali, dividendosi in due e scaricando i pesi con il minor sforzo di flessione del materiale.

TOMBA DI CASALE MARITTIMO

Ha un impianto circolare ed è sormontata da una pseudocupola, formata da una serie di anelli, costituiti da lastre di tufo. Al centro vi è un pilastro rastremato con la funzione di sostegno. Forza aggressiva, tagliente, tipica degli etruschi.

CANOPI

Urne funerarie (in bronzo, terracotta o bucchero), chiuse da un coperchio a forma di testa umana. Le braccia erano appoggiate sul corpo del vaso o nn venivano realizzate affatto. Il vaso veniva poi posto su una specie di sedile tondeggiante, dentro un grande recipiente fittile (ziro) e messo nella fossa sepolcrale.

SARCOFAGO DEGLI SPOSI

Il sarcofago conteneva le ceneri dei defunti. Era rivestito di vivace policromia. Il letto ha zampe adorne di volute e un materasso con coperta. I due protagonisti dovevano tenere in mano oggetti conviviali. Tutto è spigoloso ed interpretato in maniera anticlassica.

L’ARRINGATORE DEL TRASIMENO

Non è il giovane armonicamente strutturato dei greci. La lieve pinguedine del ventre e le rughe che solcano il volto sulla fronte e alle estremità degli occhi indicano un uomo di mezz’età. La mano è l’elemento che accompagna, con i suoi movimenti, la parola; sottolinea l’importanza di un passo del discorso, e quindi ne rende più chiaro il significato. L’oratore non parla ad un singolo, ma ad un più vasto uditorio che attraverso il suo gesto, deve intuire i concetti, prima ancora che comprenderli con la ragione.

ARTE ROMANA

LE MURA

Nel Lazio e nell’Umbria si era soliti costruire le potenti mura di difesa con blocchi di pietra a taglio irregolare, incastrati l’uno sull’altro senza calce (OPUS SILICEUM o POLIGONALE). A Roma dapprima si preferisce l’erezione di muri mediante grosse pietre tagliate a forma di parallelepipedo e disposte a filari isodomi (uguale altezza e spessore) le cui commettiture verticali cadono al centro della pietra sottostante per evitare cedimenti (OPUS QUADRATUM). La grande scoperta romana è quella del cemento, ottenuto impastando calce e sabbia, gettato entro forme di legno (OPUS CAEMENTICIUM). Spesso questo materiale è versato alla rinfusa entro due muri laterali di sostegno. Muri che possono essere formati da pietre di forma irregolare (OPUS INCERTUM), oppure da blocchetti piramidali posti in modo tale da costituire un paramento regolare con un disegno a reticolato (OPUS RETICULATUM). I due sistemi possono anche vivere congiuntamente (OPUS MIXTUM). Nell’età di Augusto ha inizio anche l’uso del laterizio (OPUS LATERICIUM), che diventa una caratteristica inconfondibile di ttt l’architettura romana. Con l’arco si costruiscono porte (come quelle di Faleri), con l’arco e con la volta le fognature (celebre Cloaca massima).

LE ABITAZIONI

La DOMUS, tipo più semplice di casa, con nessuna o poche finestre, si articola intorno ad una corte (ATRIO), cui si accede mediante un breve corridoio (FAUCES). Al centro dell’atrio si raccolgono, entro un bacino quadrangolare (IMPLUVIO) le acque piovane che scendono dall’apertura sovrastante (COMPLUVIO) e che confluiscono poi in una cisterna per l’approvvigionamento idrico. Tutt’intorno vi è un porticato nel quale immettono le stanze dell’alloggio (CUBICOLI). In fondo all’atrio vi è il TABLINO, luogo di riunione della famiglia. Da qui si passa all’HORTUS, il giardino circondato da alcune colonne (PERISTILIO) e ornato con erme, statue, rilievi. Accanto al tablino si trova la stanza da letto, il TRICLINIO. Le INSULAE, che prendevano luce solo dalle numerose finestre e balconi esterni, erano molto rumorose.

TEATRO DI MARCELLO

Più antico esempio di teatro in pietra a Roma. I Romani, con l’uso dell’arco che scarica le forze lungo direttrici predeterminate, possono fabbricarli anche in pianura. Non cambia la forma interna, con la cavea semicircolare, ma si viene fissando un modo diverso di concepire l’esterno. Non soltanto questo è ad andamento curvo, ma si apre in una serie di ARCATE sovrapposte.

ANFITEATRO FLAVIO

Il Colosseo è fabbricato in mattoni rivestiti di travertino, mentre i gradini erano, in parte, di marmo. Attorno all’ARENA girava il PODIO, costituito da 4 file di gradini per le autorità; ai lati del podio erano due tribune, una per i consoli e i magistrati, l’altra per l’imperatore. Al di sopra, le gradinate si dividevano in 3 zone (MAENIANA). Si calcola che l’edificio potesse contenere 50.000 spettatori. All’esterno, in alto, sono visibili delle “mensole” che servivano a sostenere una fitta rete di pali, ai quali era ancorato il VELARIO. Gli accessi alla cavea erano detti VOMITORIA. Dal momento in cui cessò l’uso dei giochi il Colosseo iniziò a decadere e divenne cava di pietra finché il papa Benedetto XIV lo vietò xkè luogo di persecuzione cristiana.

ARCO DI TITO

E’ sostenuto da due grossi pilastri appoggiati su un’alta base e coronato da un alto attico. Compare qui per la prima volta il CAPITELLO COMPOSITO (mistione delle volute del capitello ionico con le foglio di acanto di quello corinzio).

PANTHEON

Il corpo cilindrico del Pantheon è fabbricato con un muro di mattoni dello spessore di oltre 6metri, nel quale sono inseriti archi ciechi di scarico. La cupola è stata fatta con una gettata unica di calcestruzzo. Le 16 colonne del pronao sono in granito rosa e grigio. Sia i bronzi che ornavano il timpano e il soffitto del pronao, sia le tegole di bronzo dorato, furono depredati nel corso dei secoli. I bronzi superstiti servirono ad Urbano VIII Barberini per costruire il Baldacchino di San Pietro. Nel 609 venne trasformato in chiesa cristiana.

AUGUSTO DI PRIMA PORTA

Celebrazione di Augusto, divinizzato come Apollo e del suo figliastro e successore Tiberio. Affermazione della grandezza di Roma. Estremamente importante la figurazione della corazza: in alto la personificazione del Cielo, e subito sotto la quadriga del Sole preceduta da due figure femminili (Luna & Aurora). Al centro l’episodio della restituzione nelle mani di Tiberio delle insegne tolte a Crasso sconfitto e ucciso dai Parti. Ai lati due figure femminili rappresentano allegoricamente la Germania e la Pannonia. In basso la Terra con il corno dell’abbondanza e due poppanti simbolo della fecondità del Lazio. Eros che cavalca un delfino, ai piedi della statua, simboleggia la discendenza della sua famiglia, la gens Iulia, da Venere.

COLONNA TRAIANA

Celebra la vittoriosa impresa di Traiano contro la Dacia. E’ COCLIDE, ossia rivestita da una fascia a spirale sulla quale sono scolpite, in 155 scene le varie fasi delle guerre daciche. Ne nasce una narrazione continua, ordinata cronologicamente, quasi un poema epico figurato, finalizzato alla celebrazione della grandezza della vittoria romana. Le proporzioni sono funzionali alla narrazione.

COLONNA AURELIANA

Originariamente la colonna, con la base e con la statua di Marco Aurelio e Faustina (sostituita in seguito con quella di San Paolo) era alta 46 metri. E’ composta da 19 blocchi di marmo lunense.

PITTURA

• PRIMO STILE (ad incrostazione): imita un rivestimento parietale di lastre marmoree rettangolari isòdome a filari alterni come nell’opus quadratum. Decorazione semplice e più economica di qll marmorea.
• SECONDO STILE (dell’architettura in prospettiva): la parete si orna di elementi architettonici, mediante la cui impostazione prospettica si fingono archi etc… Lo spazio della stanza risulta rimpicciolito se gli elementi dipinti si fingono AGGETTANTI o ingrandito se le prospettive lo fanno allusivamente dilatare. [Fregio pompeiano della Villa Dei Misteri.]
• TERZO STILE (della parete reale): si dipingono pareti o semplici figure su un fondo a colore unico e compatto. [“Fanciulla che coglie fiori”]
• QUARTO STILE (dell’illusionismo prospettico): deriva dal secondo ma è più ricco, fastoso, baroccheggiante.

ARTE PALEOCRISTIANA

Tutte l’arte cristiana deve essere letta attraverso il SIMBOLO: essa espone infatti idee che devono essere capite contemplando un’ immagine. Fra i simboli più importanti, attraverso i quali si rende l’idea – presenza di Dio è la LUCE: tutto ciò che è toccato da essa è santificato. L’OMBRA è assenza di Dio, materia, peccato. Abolizione della verosimiglianza nella rappresentazione di uomini e cose.

MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA

Esternamente si presenta in forme semplici e geometriche. Aspetto dimesso. Le arcate cieche che abbracciano le pareti sono di origine latina, ma essendo scarsamente profonde evitano lo stacco fra ombra e luce. La CUPOLA, nascosta esternamente dal TIBURIO è costruita secondo l’uso bizantino, mediante anelli concentrici di ANFORE VUOTE, ciò le conferisce leggerezza. Originariamente era molto più slanciato. Sulle lunette della parete di ingresso e di quella di fondo sono rappresentati “Il Buon Pastore” e “San Lorenzo che si avvia al martirio”. Gesù assume una superiorità divina, accentuata dall’appoggiarsi sulla croce. Pecore = umanità, si dispongo simmetricamente per simboleggiare l’uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio. Il trascolorare del cielo è ottenuto mediante una sfrangiatura, non gradualmente.

SANT’APOLLINARE NUOVO

La decorazione è divisa in 3 ordini: in alto son rappresentati in pannelli rettangolari scene con la Passione e con i Miracoli e Parabole di Cristo. A destra una lunga TEORIA di santi martiri (guidati da S.Martino) si dirige verso Cristo seduto fra 4 angeli; a sinistra una simile teoria di sante vergini muove dal porto di Classe verso la Madonna. I mosaici sono di epoche e stili diversi. I martiri e le vergini si limitano ad accennare al moto: le processioni sono csì lunghe che non riusciamo a vederne l’inizio e la fine. La serie di palme, non solo divide le figure ma crea sulle loro teste una specie di cornice ogivale che le racchiude e le isola. Santi e vergini sono frontali e bidimensionali, simili ma nn uguali fra loro. Massima astrazione dalla realtà.

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