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-Dall’Età Antonina alla fine dell’Impero-

A partire dal principato di Antonino sino al principato di Costantino, si abbandona la matrice classica su cui era basata l’arte Romana; dal principato di Antonino prende il sopravvento l’arte della plebe, come la “Colonna Aureliana” (in onore di Marco Aurelio e realizzata sotto sua richiesta), basata su uno stile tendenzialmente popolare (plebeo).

La Colonna Aureliana è meno raffinata di quella di Traiano: la prima non presenta l’enfasis (il rigonfiamento) e le figure sono scolpite con lo stesso rilievo (ad altorilievo), creando ombre. Tutto le figure sono create attraverso il trapano corrente o manuale. In questa colonna è narrato lo scontro tra Romani e Germani e la vittoria dei Romani viene affiancata da una forza divina: un vecchio barbuto, la personificazione del dio della pioggia.

Inoltre le province diventano sempre più potenti, infatti molti imperatori nascevano in quelle.

Lo scultore del grande Monumento Equestre di Marco Aurelio forse prese come esempio il Ritratto Equestre di Alessandro Magno e quindi è in stile classico. Marco Aurelio si fa ritrarre a cavallo con la toga per celebrare se stesso come filoso.
Il gesto che compie con la mano, ossia l’arlocutio, serve per far scendere il silenzio alla folla prima di un discorso solenne.

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