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Domus

La domus, abitazione dei ricchi, era quasi sempre a un solo piano. La sua prima parte era il vestibulo, aperto sulla strada; la seconda parte, più interna, era chiamata fauces (imboccatura della casa).Lungo il vestibulo nelle case più ricche si potevano trovare statue e portici. Oltre all'entrata principale della domus, ne esisteva una di servizio, chiamata posticum, che si affacciava su di un vicolo, da dove passavano gli schiavi, ma anche di nascosto il padrone di casa, quando non voleva essere disturbato.
Un elemento caratteristico delle prime domus era l'atrio, un ampio cortile, che in età antica era l'ambiente più importante della casa. In esso infatti era collocato il focolare domestico e qui il padre di famiglia amministrava il suo potere.Con l'ampliamento della casa, la vita familiare si sposterà verso ambienti più interni.

Al centro dell'atrio si trovava l'impluvio. Esso era collegato a una cisterna che era utilizzata per tutti i lavori domestici. Col passare del tempo esso diventerà un elemento decorativo.
Nelle prime domus i pasti si consumavano nel tablino o in un locale chiamato cenacolo; per entrare in questi ambienti non c'era una porta, ma una tenda. Dal 3° secolo, nella domus viene introdotto il peristilio, un giardino circondato da un portico a due piani sostenuto da colonne. Nel giardino erano collocate statue e opere d'arte. Nell'Italia settentrionale, però, spesso la domus, a causa del clima, non è così aperta verso l'esterno: mancavano infatti il portico e il peristilio.Vicino al peristilio erano situate alcune stanze; tra queste la più conosciuta è il triclinio, che serviva unicamente come sala da pranzo.Agli occhi di un osservatore moderno le case romane, anche quelle signorili, appaiono piuttosto spoglie di mobilio. Tuttavia nel tardo periodo repubblicano e soprattutto in età imperiale le abitazioni dei ricchi divennero più confortevoli e addirittura sfarzose per le decorazioni. I mobili (sgabelli, sedie, tavoli, letti) persero il loro carattere puramente utilitario e diventarono pezzi di lusso. Tutto l'arredamento veniva esibito come segno di ricchezza, ma anche di buon gusto ed eleganza.
Tra l'arredamento delle insulae e le domus non c'è tanta differenza: cambia solo la qualità del mobilio (e di conseguenza la nomenclatura). Tutto ciò che serviva ad arredare la casa veniva chiamato col nome collettivo di suppellex : suppelletile. Le suppelletili vengono divise in instrumentum domus e non (ad voluptatem decorazioni o agli usi personali della famiglia).
Le stanze della casa romana non erano ingombre di mobili poiché gli ambienti erano molto ristretti per cui se vi si trasportasse l'arredamento anche un modesto di una delle case di oggi, sarebbe impossibile muoversi. Per conservare oggetti e tessuti si servivano di stanze adibite a questo scopo.

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