Daniele di Daniele
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Civiltà Greca

La civiltà greca domina per la sua forte personalità su tutti i popoli del mondo antico. Essa pervenne assai più rapidamente che qualsiasi altra ai più alti gradi del vivere sociale e alle più complete e nobili espressioni del pensiero e del sentimento.
Suo carattere predominante è la costante e pienamente sentita aspirazione al raggiungimento di una perfezione ideale, che attuerà soprattutto con l'arte.
L'arte greca realizza nel tempio e nella statua il suo più alto ideale estetico, fatto di chiarezza formale, di armoniosa simmetria e di nobiltà strutturale.
La vita della civiltà e in particolare dell'arte ellenica abbraccia quattro periodi di tempo che è utile individuare.
Il "medio evo ellenico" (X-VIII se. a.C.) periodo iniziale in cui si manifesta un lento lavorio di assestamento. A questo fa seguito il periodo dell’arcaismo" (VIII-metà circa sec. a.C.) durante il quale si va affermando pienamente l'arte greca e in particolare l'architettura con la sua più alta espressione: il tempio.

A questo periodo succede quello del massimo fulgore per l'arte: il periodo "classico" (II metà del V sec. - fine IV sec. a.C.) che si conclude con quello "ellenistico" (III -I sec. a.C.) quando per vicissitudini storiche la civiltà greca esula dalla madre patria ed esplica la sua attività in altri centri.
Il sistema costruttivo architravato usato dai Greci acquista proporzioni perfette e forme di estrema bellezza, ed è impersonato nei tre ordini architettonici: dorico, ionico, corinzio.
L'ordine dorico si afferma nel Peloponneso e nella Magna Grecia in forme organiche definitive sin dal periodo arcaico; mentre, presso a poco nello stesso tempo, nelle isole dell'Egeo e in Asia Minore si affermava l'ordine ionico; l'ordine corinzio nasce alla fine del V secolo ed è l'ultima affermazione nel campo architettonico.
La creazione del tempio risale circa al VII sec. a.C.; è realizzato col sistema architravata. L'ordine dorico è quello maggiormente impiegato. Il tempio greco è un edificio di grande semplicità, essendo costituito essenzialmente da un vano rettangolare (cella o naos) preceduto da un atrio coperto (pronaos). A seconda dei colonnati disposti esternamente alla cella, possiamo denominare variamente il tempio.
L’architettura

La città greca ha, all'origine, una struttura e una conformazione molto semplici. la città è dominata dall'altura dell'acropoli, sorta dapprima per esigenze difensive e come dimora principesca, e poi riservata quasi esclusivamente a santuari ed edifici rappresentativi.
Il centro della vita civile, politica e commerciale è invece posto nell'agorà, in genere in pianura. Al di sotto di stende liberamente la città bassa (àstu), dove risiedono artigiani, mercanti, contadini.
Col tempo, la vita urbana diventa più complessa e differenziata e la città si presenta come un organismo articolato. Si moltiplicano così i tipi degli edifici (templi, teatri, scuole, palestre, ecc.), sempre collegati alla struttura organica della città e alle esigenze della vita comunitaria. L'ordine urbanistico era legato all'ordine politico: quando la popolazione superava un numero stabilito da leggi, una parte di essa andava a fondare una nuova città (colonia).
I teorici neoclassici del '700 vedevano nell'architettura greca l'immagine di una città ideale, fondata su leggi "naturali" e, anche per la polemica contro la complessità strutturale e decorativa del Barocco, di quell'architettura celebravano soprattutto la semplicità, virtù naturale e razionale ad un tempo. Evitava l'imponenza delle grandi moli e cercava l'armonia delle proporzioni, commisurando le forme alla funzione statica, cioè il sostegno al peso e il pieno al vuoto, il volume dell'edificio allo spazio naturale.
Ordini architettonici

I principali ordini architettonici sono: ordine dorico, ionico e corinzio. Ma accozza servono gli ordini architettonici? Il sistema architravato impiegato nell'architettura greca per la costruzione dei templi e degli altri edifici, è organizzato secondo una serie di regole e norme definite con il termine di ordine architettonico.
Gli architetti greci fanno riferimento a queste regole per rispettare le condizioni tecniche, stilistiche e proporzionali degli edifici, anche con riferimenti alle norme urbanistiche. Nell'ambito di queste norme l'architetto si muove secondo la propria esperienza e la propria capacità creativa; le regole sono quindi la struttura del linguaggio figurativo architettonico da usare come mezzo espressivo dell'architettura, nei termini del tutto analoghi degli strumenti lessicali della letteratura.

Ordine dorico

L'ordine dorico si serve di strutture costituite da colonne rastremate verso l'alto. La base d'appoggio della colonna si chiama imoscapo; la sezione superiore si chiama sommoscapo.
Il modulo di una colonna è una misura di riferimento proporzionale ( diametro dell'imoscapo ). Questo modulo varia a seconda della grandezza del tempio.
La colonna dorica è alta da 4m. e mezzo fino ad un massimo di 6m. Questa altezza comprende anche il capitello. Il Partenone, esempio di ordine dorico, è il tempio greco perfetto.
A circa 1/3 dell'altezza, la colonna ha un rigonfiamento detto entasis. Questa colonna ha delle rigature sulla sua superficie, per cui viene detta scannellata. Queste scannellature sono da 16 a 20 e danno un'idea luminosa.
Il capitello dorico è costituito di due elementi. La parte superiore ha una forma parallelepipeda a sezione quadrata. Questo elemento si chiama abacos. La funzione è quella di raccogliere il carico dell'architrave.
Esiste un elemento di collegamento tra l'abacos e i sommoscapi, chiamato echinos.

echinos + abacos = capitello dorico

Fra capitello e colonna il contatto viene ammorbidito da degli anelli che vengono chiamati arnille e lievemente più in basso da un collarino.
La parte appoggiata è costituita di tre elementi fondamentali:
- architrave perimetrale
- fregio
- cornice
Questo blocco nel suo insieme è detto trabeazione.
Il fregio è diviso in due parti: metope, decorate con bassorilievi e triglifi, cioè delle formelle.
Il basamento delle colonne si chiama stilobate, da stilos = colonna e bates = basamento.
Lo stilobate ha il compito di sollevare tutto l'edificio.
Lo spazio tra una colonna e l'altra, detto intercolumnio, è considerato una " non colonna ".
I triglifi hanno origine da travi trasversali che appoggiano sull'architrave perimetrale.

Ordine Jonico

Lo stile jonico nasce nel periodo arcaico ed è poco più giovane di quello dorico. E' caratterizzato da un particolare senso di raffinatezza ed ha elementi strutturali assai differenti da quelli dorici.
Ai serrati ritmi plastici dello stile dorico si contrappongono le forme più lineari e decorative di questo secondo stile.
Questo ordine, insieme all'ordine corinzio che verrà analizzato in seguito, è paragonato alla scultura muliebre. Il fregio di questo ordine è continuo e decorato con bassorilievi.
E' costituito da un capitello con volute a spirale e da una colonna più slanciata e quindi meno robusta rispetto a quella dorica.
Le volute del capitello sono collegate tra di loro mediante un pulvino ricurvo. Al centro della spirale è presente un tondino che è chiamato occhio della spirale. Le due spirali sono anche collegate da una cimasa, costituita a sua volta da ovuli e frecce. Queste spirali provenivano forse dalle conchiglie marine.
La colonna jonica è, oltre che più delicata, scannellata in modo diverso rispetto a quella dorica. infatti tra una colonna e l'altra è presente un listello piano.
La colonna ha una base detta attica, che comprende quattro parti: 2 thoros, 1 scozia e 1 dado. La scozia è il negativo del thoros.
La trabeazione dell'ordine jonico è una trabeazione di tipo classico. L'architrave è costituito da tre facce lievemente sporgenti (aggettanti = sporgenti ), in maniera tale da formare un lieve tratto d'ombra che sdrammatizza il concetto di architrave.
Il fregio è decorato con bassorilievi continui.
Le decorazioni della cornice vengono chiamate modanature.

Ordine Corinzio

Possiamo considerare l'ordine corinzio come una tarda variante di quello jonico ed il cui elemento più caratteristico è il capitello. A prescindere da alcuni esemplari di epoca anche anteriore ( sec. V a.C.), inseriti come elemento a sè stante in alcuni templi, la prima volta in cui questo ordine si trova completo è nel monumento CORAGICO di LISICRATE.
Questo tipo di ordine ha in comune molte cose con quello jonico: la trabeazione ha la stessa struttura, come pure la colonna. L'unica cosa che differenzia principalmente questi tipi di ordini è il capitello. In questo caso è strutturato con foglie di acanto, disposte in due fasce: I corona e II corona. Il capitello ha una forma tronco piramidale.
Tempio greco

Il tempio greco ha una copertura a doppio spiovente che determina in facciata e nella fronte opposta due "frontoni" triangolari. Il tempio è detto ipetro quando nel suo tetto è praticata un'ampia apertura dalla quale entra luce nella cella.
Gli elementi dell'ornamentazione greca sono svariatissimi, prevalentemente tratti dalla natura e stilizzati in forme così perfette da divenire modello all'ornamentazione di tutte le architetture posteriori. I Greci si ispirano alle foglie di acanto, a quelle dette ad acqua, a quelle di lauro, creano festoni di frutta, ghirlande e rosette.
L'architettura greca acquista un raffinato effetto chiaroscurale mediante le modanature che a seconda della loro forma ricevono una appropriata decorazione.
Oltre alle modanature, capitelli, acroteri ed antefisse sono adorni di cespi di foglie d'acanto, di palmette, di eleganti girali.
La policromia, basata su colori fondamentali, ornava tutti gli elementi architettonici.

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