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Calamide - L'Afrodite Sosandra

Nelle statue femminili si assiste al rapido abbandono dei raffinati costumi ionici delle Korai e all'affermazione dello stile severo. Una delle sculture più celebri, nota solo attraverso copie romane, è l'Afrodite Sosandra (salvatrice), eseguita da Calamide nel 460 a.C. circa e collocata ad Atene. L'originale in bronzo celebrava in modo insolito e austero la bellezza della dea, cui era tributato un culto salvifico: essa era raffigurata con un pesante mantello che l'avvolgeva interamente e le copriva il capo, lasciando visibili solo le dita dei piedi, la mano sinistra e il viso, incorniciato da un'elaborata acconciatura e fisso in un sorriso. L'aspetto compatto e solenne della statua è dovuto quindi agli abiti. Il mantello è attraversato solo da poche pieghe geometriche, che rendono la superficie molto luminosa limitando il gioco delle ombre a quelle più profonde. Le vesti lasciano intravedere il corpo della dea e non nascondono la ponderazione.

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