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Arte sumera

Analisi di opere d'arte sumere: lo stendardo di Ur proveniente dal cimitero reale della città, 2.600 a.C. circa, Londra, British Museum.

E io lo dico a Skuola.net
L’ARTE SUMERA

1)STENDARDO DI UR
o Proveniente dal cimitero reale della città, 2.600 a.C. circa, Londra, British Museum.
o Lo stendardo è una cassetta dalle facciate rettangolari e dai lati trapezoidali che mostrano una divisione tripartita dei registri, i cui listelli divisori sono realizzati con piccole piastrine ottenute da conchiglie proveniente dall’oceano Indiano e con minuscoli frammenti di lapislazzuli.
o I registri vanno letti dal basso verso l’alto.
o Il retro dello stendardo celebrava l’impresa militare con l’accurata descrizione della preparazione e dello svolgimento del banchetto.
o Il sovrano beve davanti alla corte mentre musici suonano un’arpa.
o Il tema del banchetto, ampiamente conosciuto anche sui sigilli dell’epoca, assume nuovi significati connessi alla celebrazione delle imprese del sovrano, perdendo il suo valore culturale documentato nelle placche votive forate del periodo Protodinastico o, già in epoca protostorica, nel vaso in alabastro di Warka.
o I due lati brevi dello stendardo erano composti da motivi mitologici che ricordano l’eroe, forse trasposizione del re stesso, che uccide la gazzella, l’aquila leontocefala che artiglia un toro androcefalo accovacciato, capridi rampanti, uno dei quali con un coppa in mano, e vaghe rappresentazioni della natura selvatica.
o Alcune figure scortano capridi e bovini per la macellazione, altri personaggi portano con sé oggetti e cibarie.
o I vinti sono fatti prigionieri e portati al cospetto del sovrano, dalle dimensioni maggiori, che li attende con tutta la corta e il cocchio reale.
o Scene di guerra con i nemici travolti dai carri trainati dagli onagri delle milizie di Ur.
o Lo stendardo di Ur è stato rinvenuto presso il cimitero reale della città, nella tomba 779, assieme ad altri straordinari corredi che rappresentano le più significative scoperte archeologiche di tutto il XX secolo.

2)TESTA DI SARGON
o Proveniente da Ninive, XXIV-XXIII secolo a.C., Baghdad, Museo Nazionale dell’Iraq.
o I pesanti capelli sono raccolti in uno chignon posto sulla nuca del sovrano; l’acconciatura, assai accurata, lascai tre piccole ciocche di capelli che si liberano, con precisione e ricercato formalismo, subito dietro l’orecchio.
o Il volto è meno astratto più realistico rispetto alla tradizione statuaria proto dinastica. Anche la barba, la cui parte terminale si divide in due masse di riccioli si fanno sempre più lunghi verso il basso con nuove fitte incisioni, è più ricercata, resa con finissime ciocche sostituite da semplici linee incise in prossimità della bocca.
o Nella figura di Sargon, fondatore del regno akkadico, i topoi letterari e la propaganda dei successivi dinasti di Mesopotamia riconoscono “l’uomo nuovo”, di sangue non regale, capace di costruirsi un proprio destino fino al controllo delle “quattro parti del mondo”.
o Le palpebre sono più accentuate, finalmente visibili, anche se la tecnica dell’incrostazione perdura secondo le più antiche formulazioni del periodo Protodinastico.
o Il naso aquilino, gli zigomi dalla pronunciata struttura ossea, la naturalezza complessiva della bocca, le labbra carnose e la resa delle sopracciglia e delle labbra rivelano maggiore attenzione all’espressività decorativa.
o In questa testa bronzea, rinvenuta a Ninive, alcuni studiosi hanno identificato Sargon, altri suo nipote Naram-Sin.
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