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1. Roma: Cronologia e espansione.
- Roma fu fondata il 21 aprile del 753 a.C da Romolo sul colle Palatino (territorio latino). Ben presto si espanse sui colli vicini e sui territori confinanti diventando sempre più forte.
Dal 753 al 509 a.C Roma era monarchica (un re e un senato di patrizi), e fù governata da 7 re: 4 di origine latina e gli ultimi 3 di origine etrusca, assorbirono quindi dagli etruschi gran parte della loro civiltà.
Dopo Tarquinio Il Superbo, (509 a.C.) a Roma si instaura la Repubblica che durerà fino al 27 a.C. con Augusto.

La repubblica (era un tipo di governo aristocratico) era un sistema governativo che divideva il potere affidandolo a più Magistrati (patrizi).
Durante il periodo repubblicano Roma si estese dalla penisola italica fino a conquistare territori che si affacciavano al Mediterraneo, chiamandoli province.
- La società era divisa in 3 categorie: i patrizi (nobili, liberi e con potere politico), i plebei ( liberi ma senza poteri politici) e gli schiavi, negati da qualsiasi diritto.

Solo dopo anni e anni di lotte da parte dei plebei ai patrizi che si approfittavano di loro, i plebei riuscirono a migliorare la loro posizione nella società e a comparire anche sulla scena politica.
Nel periodo repubblicano la città si arricchì ancora, facendo nascere una nuova classe sociale, quella dei cavalieri.
I cavalieri stavano comunque sotto ai patrizi come livello di ricchezza e importanza. Nell’ultimo secolo ci furono tante battaglie tra patrizi e il resto del popolo, tanto che ognuno pensava alla ricchezza proprio e non più alla sorte del paese, ma a questo periodo violento e sanguinoso mise fine il primo imperatore, Augusto.

- Con Augusto inizia l’ Impero romano (il più grande dell’Occidente), quello occidentale che durò dal 27 a.C. al 476 d.C, e quello orientale che visse fino al 1451.
In questo periodo Roma aveva una vasta estensione, era ricca grazie alla sua unica potenza: la guerra, ed pacifica parlando di società, dopo Augusto si successero imperatori come:
-Diocleziano (diede origine alla tetrarchia di 2 cesari e 2 augusti)
-Costantino (fece Bisanzio capitale e promulgò l’editto di Milano che permetteva ai Cristiani di praticare liberamente la loro religione)
-Teodosio (vietò successivamente tutte le altre religioni eccetto il Cristianesimo, facendolo diventare religione di stato).


2. Roma: Tecniche e materiali costruttivi.
- Il popolo romano amava il divertimento, frequentavano terme (complessi di bagni pubblici), anfiteatri e circhi.
Avevano abitazione adatte alla loro importanza nella società: costruirono le insule (plebei) , le domus e le ville (per i ricchi).

- L’architettura dei romani si basa sul principio dell’arco e la volta (e le cupole), con questo metodo innovativo riuscirono a coprire spazi enormi. questa tecnica portò a inspessire le mura per far si che archi e cupole non crollassero.
Venne introdotta nell’edilizia una sorta di gru, che permise la costruzione di edifici con semplicità.
Arco: elemento costruttivo strutturale composto da mattoni detti conci, disposti in maniera radiale verso il concio chiave, ovvero quello centrale.
Le tipologie di arco che vennero costruite furono 3:
Arco a tutto sesto: semicircolare.

Arco a sesto acuto: composto da due archi della stessa lunghezza della corda (base) di cerchi diversi.
Arco a sesto ribassato: composto da una porzione di cerchio la cui corda è inferiore al diametro.
Volta: elemento di copertura che si basa sul principio dell’arco, ma composta da tanti conci affiancati.
Le tipologie di volta che vennero costruite furono:
Volta a botte: copertura più semplice, geometricamente appare come un arco a tutto sesto che scorre lungo due rette parallele.
Volta a crociera: composta da due volte a botte che si intersecano formano angoli di 90 gradi.
Volta a padiglione: generata dall’intersezione di due volte a botte che hanno i lati di imposta sui muri del perimetro.
Cupola: superficie detta di rotazione di un semicerchio attorno ad un asse.

Venne utilizzato un nuovo materiale di costruzione, inventato proprio dai romani, ovvero la malta, formata da calce, sabbia (marina o vulcanica) e acqua. Unendo poi la ghiaia, scaglie di pietra o mattone alla malta si otteneva il calcestruzzo, un materiale che aveva la consistenza della pietra una volta che l’acqua evaporava.

Col calcestruzzo vennero costruite le cupole e le coperture a volta, ma serviva anche a riempire lo spazio delle mura, detta muratura a sacco.
Le parti di mura a vista venivano fatti con i conci, e opera prendeva il nome in base hai disegni e al materiale:
Opus incertum: muro realizzato con pietre piccole o di varie forme
Opus reticolatum: muro di pietre piramidali affondate nel calcestruzzo dalla parte della punta, lasciando scoperte le basi quadrate, creando così un disegno a reticolo di 45 gradi rispetto all’orizzontale.
Opus vittatum: tecnica che consiste nel disporre piccoli parallelepipedi in file orizzontali.
Opus testaceum: muro solamente di mattoni
Opus spicatum: le pietre sagomate di mattoni vengono inclinati a 45 gradi, a file orizzontali prima verso destra e poi verso sinistra, come la forma di una spiga.
Opus mixtum: consiste nel raggruppare i diversi stili di muratura di mattoni e pietre.
3.Roma: Strade, città e acquedotti.
Tra le costruzioni romani che sono resistite di più nel tempo troviamo anche le Strade, i ponti e gli acquedotti.

- Organizzarono gli accampamenti in territori quadrati divisi a sua volta in 4 settori da due strade: il cardio e il decumano.
Tutti gli appezzamenti di terre destinate come bottini di guerra vennero divisi in quadrati da 100x100 (le centurie), a sua volta divise in 3 appezzamenti rettangolari seguendo linee perpendicolari e rette, in modo da avere un territorio ben organizzato e ordinato.
- Anche le strade erano rette e ordinate per facilitare i viaggi in tutto il territorio, erano larghe 3 metri ed erano composte da circa 3 strati, con una profondità di circa 150 cm.
Lo strato inferiore era un’ insieme di ciottoli, era compatto e impediva che l’acqua ristagnasse, quello intermedio era formato da sabbia e ghiaia mentre l’ultimo strato (la pavimentazione) di ciottoli arrotondati o lastre di pietra ben battute sullo strato sottostante.

La superficie aveva una forma convessa per evitare allagamenti.
Fecero strade lastricate non sono sulle vie principali, ma anche all’interno della città, in modo che grazie ai condotti per l’acqua ai lati, quando pioveva tutta la sporcizia deriva ripulita, così da evitare anche le malattie, questo sistema di fognature fu il primo in tutta la storia.


- Per i romani costruire ponti era un’attività sacra, erano in muratura e costituiti da 4 parti:
le pile, le arcate, le spalle e la carreggiata.
Le pile erano pali di legno infissi nel terreno, potevano essere rinforzate da un contrafforte fino ai parapetti oppure potevano essere forate da un occhio di ponte o da una finestra di scarico (utili in caso di piena)
Le arcate erano a tutto sesto e fatte di conci di pietra.
Le spalle erano strutture d’appoggio sulle sponde.
La carreggiata sostituiva la parte percorribile, era lastricata in pietra ed era affiancata dai parapetti di sicurezza.

- Gli acquedotti erano vitali per Roma e per le sue città, vennero costruiti tra il 312 a.C. e il 206 d.C per condurre l’acqua dalle sorgenti alla capitale.
L’acqua serviva non solo per vivere, ma anche per le terme e le grandi fontane
4.Roma: I TEMPLI
I romani costruirono templi dedicati agli Dei lavorando sulle dimensioni, erano all’inteno della città (a differenza dei greci) e venivano poste su alti podi con ampie scale per distinguerle.
Su tre lati c’era una o più file di colonne, la cella all’interno era più piccola rispetto a quella dei greci e non era aperta ai fedeli, solo dopo il 2° secolo a.C. la cella venne appiatta e decorata.

Nel periodo imperiale i templi divennero più vasti, con volte e archi sorretti da pilastri, e grazie all’utilizzo del cemento non furono più rigidamente quadrangolari ma si costruirono templi sbizzarrendosi nelle forme.
5.Roma: SCULTURA E PITTURA
-Pittura: Nel corso degli anni a Roma si sono successi 4 stili di pittura ad affresco:
• Primo stile (2° sec a.C.- prima metà del 1° a.C): é detto ad incrostazione,
venivano modellate e colorate delle lastre di stucco per farle sembrare pregiati blocchi di marmo. Questo stile si trovava molto comunemente nelle case modeste, col tempo di abbandonò l’uso delle lastre di stucco perché solo la pittura riusciva ad imitare il marmo in modo ottimale.
• Secondo stile (architettura in prospettiva, seconda metà del 1° sec a.C-1° sec d.C): venivano dipinti sulle pareti colonne, parapetti e architravi che lasciavano intravedere magari qualche struttura all’esterno; i disegni erano molto realistici e proporzionatissimi.
• Terzo stile (detto della parete reale, fine 1° sec a.C- 60 d.C): si configura come pittura ornamentale, le pareti vengono dipinte a tinta unita, spesso si dipingono giardini fioriti, con animali, nastri e fiocchi, a volte si disegnava una piccola veduta o un quadro a mezz’aria per attirare l’attenzione.


• Quarto stile (detto illusionismo prospettico seconda metà del 1° sec d.C): le pitture sono abbondantemente decorative e di architettura prospettica, si ampliano le stanze grazie all’illusione ottica dei dipinti, spesso i soggetti sono
fantasiosi e teatrali.
-Scultura: In generale la statua romana cerca soprattutto la rassomiglianza col soggetto, marcandone le caratteristiche uniche che lo valorizzano, senza puntare alla bellezza, bensì alla grandiosità per stupire il pubblico. Il linguaggio usato è quindi realistico.
Tutte le famiglie patrizie usavano avere nell’atrio una maschera di cera di ogni antenato, che venivano indossate nei funerali di illustri parenti.
Con Augusto la scultura si divide in: Plebea e Aulica.
Nell’arte plebea le forme sono più semplici, senza profondità, le proporzioni sono gerarchiche e non naturalistiche, i corpi sono tozzi ma i visi restano realistici, questo tipo di scultura era adatta ai ceti sociali più bassi. L’arte plebea è quindi simbolica.
L’arte aulica era invece riservata ai ceti più alti, era raffinata, ricca e proporzionata, anche qui non si punta alla bellezza ma all’importanza del soggetto. Si evidenziano caratteristiche per esprimere la cultura come le rughe, cicatrici o tuniche perché esprimevano saggezza, magari grandiosità in guerra e importanza nella società.

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