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Dalla vittoria di Augusto alla fine della dinastia Giulio-Claudia

Dopo l’uccisione di Cesare, i congiurati non ottennero i risultati sperati; essi pensavano che sarebbero riusciti a controllare la situazione, ma in realtà non ci riuscirono poiché non avevano ben valutato le conseguenze che sarebbero derivate da quel gesto. Così, invece del ritorno della pace e della restaurazione degli antichi ordinamenti repubblicani, si era scatenata una guerra civile, che si era conclusa con la vittoria di Ottaviano Augusto. Ottaviano ( 31 a.C. – 14 d.C. ) trasforma la repubblica in monarchia ereditaria; con lui Seguirà così un periodo di pace e stabilità e si rafforzano le istituzioni e il prestigio di Roma. Tiberio (14-37 d.C.) consolida le istituzioni e i confini dell’impero: conduce una saggia politica estera e dimostra notevoli capacità militari; si aliena le simpatie del senato. Caligola (37-41 d.) si mostra inadeguato al compito di imperatore: a causa di atteggiamenti tirannici e megalomani trasforma l’impero in una monarchia assoluta e compie errori anche in politica estera.

Claudio (41-54 d.C.) governa con capacità ed equilibrio: cerca di risollevare il prestigio dell’impero, ma ha contro il senato. Nerone (54-68 d.C.) governa saggiamente nei primi anni, poi il suo principato degenera verso un’atroce dittatura. Dopo i primi tentativi illuminati, Nerone assume atteggiamenti tirannici e persecutori, che portano alla sua caduta e alla fine della dinastia giulio-claudia nel 68 d.C.. La fine della dinastia giulio-claudia e l’avvento al potere dei Flavi daranno inizio ad un notevole mutamento nella politica estera ed interna dell’impero.

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