Gli Ungari (predatori dell'est)


Intorno alla fine del IX secolo una popolazione nomade fino ad allora sconosciuta aveva messo a soqquadro l'Europa occidentale: erano gli Ungari o Magiari, che provenivano forse delle pianure del Volga, si stanziarono intorno all'890 lungo il corso del Danubio.
La loro comparsa fu caratterizzata da reiterate incursioni in Germania, Francia e persino in Italia, contraddistinte da una inaudita violenza contro la popolazione, già provata dalle contemporanee razzie compiute dai Saraceni e dai Normanni. In Francia gli Ungari si spinsero fino a Parigi mentre scesero nella penisola italica nell'899 e nuovamente nel 924, quando saccheggiarono e incendiarono Pavia, giungendo nel Lazio e persino in Puglia.
Si trattava di incursioni stagionali che avevano inizio in primavera e terminavano con il declinare dell'autunno, e colpiscono soprattutto le campagne: questo popolo infatti non era in grado di effettuare lunghi assedi a città e borghi fortificati e preferivano attaccare insediamenti indifesi, come villaggi isolati e abbazie. Soltanto nel 955 Ottone I, re di Germania, decise di affrontare in campo aperto gli Ungari a Lechfeld, in Baviera, e li sconfisse duramente costringendoli a un'immediata ritirata verso la Pannonia dove si stanziarono definitivamente dando origine al futuro regno di Ungheria. Alla fine del X secolo, tra il 996 e il 997, la conversione al cristianesimo del re Vajk e il suo matrimonio con una principessa bavara agevolarono l'ingresso dei Magiari nel sistema dei regni europei.

Nell'anno 1000 Vajk fu incoronato re da papa Silvestro II e assunse il nome di Stefano.

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