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Trasformazione del mondo antico

• I secoli III-V d.C. segnano una svolta decisiva nella storia romana. Durante questo periodo infatti vengono a maturazione elementi di crisi politica, economica e demografica che modificano profondamente il quadro della società imperiale e ne determinano la fine: perciò quest’epoca è definita dagli storici “periodo tardo antico”. A partire dal secolo III d.C. l’impero romano inizia a indebolirsi a causa dell’instabilità politica e della fragilità economica oltre che per la spinta aggressiva di popolazioni straniere, che premono sui confini a nord (i ‘barbari’ germani) e a est (i persiani) e che non sempre l’esercito romano è in grado di fronteggiare.

• Enormi spese militari, devastazioni e pestilenze accelerano la crisi economica che porta a un generale impoverimento della popolazione, alla concentrazione delle ricchezze nelle mani di poche persone e a un mutamento nel potere politico-sociale. Tale situazione determina da una parte il tramonto dell’aristocrazia senatoria e della classe dirigente italica a capo dello stato romano sin dalle origini, dall’altra l’emergere di una nuove élite di potere: sono ormai i provinciali e i militari a dominare nelle istituzioni.

• È quest’epoca una decadenza? Come ogni altra presunta “decadenza” della storia, anch’essa va considerata un fenomeno a due facce: da un lato, si delinea la fine di un grande e splendido ciclo storico; dall’altro, proprio in questo periodo drammatico, emergono nuove forze che diventeranno protagoniste del’epoca successiva.

• Un evento di enorme portata storica è l’affermarsi del cristianesimo, che diviene con Costantino, all’inizio del secolo IV, la religione ufficiale dell’impero. La nuova religione si diffonde anche oltre il limes romano a opera di missionari che convertono molte tribù germaniche. L’affermazione del cristianesimo, oltre a rivoluzionare il quadro culturale e religioso e a introdurre una diversa concezione della storia (vista come espressione di una provvidenza divina), determina un nuovo rapporto tra le forze dominanti della società, affermando la Chiesa (ossia, la comunità organizzata dei cristiani) come forza autonoma rispetto allo stato. È negli ultimi anni del secolo IV che il declino della compagine imperiale diviene evidente: goti prima e unni poi infliggono colpi devastanti all’impero romano e accelerano una disgregazione che conduce, nel 476, alla fine dell’impero d’Occidente.

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