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Dall’algebra agli scacchi: termini arabi nelle lingue europee

Gli Arabi hanno lasciato tracce permanenti nella cultura europea, non solo nell’ambito artistico, ma anche in quello linguistico; non a caso numerosi termini che compaiono in varie lingue europee sono di origine araba. Molti di essi sono nomi geografici. Per esempio, numerosi fiumi spagnoli sono composti con il termine “Guada”, derivato dall’arabo wadi, che significa “valle” e “fiume”: tra questi, Guadalquivir (“il grande fiume”). È proprio la toponomastica (cioè l’insieme dei nomi propri luoghi ) l’aspetto che più d ogni altro rivela la presenza di strati linguistici differenti all’interno di una determinata area geografica.

Ne caso della lingua araba, però, l’influsso esercitato sulle lingue europee non si è limitato alla toponomastica, ma si è esteso anche al lessico scientifico: “algebra” (da al-giabra, che significa propriamente “restaurazione, riduzione”), “alchimia” (da al-kimiya, “pietra filosofale”), “alcool” (da al-kuhl, “polvere per tingere palpebre e sopracciglia”), “azimut” ( da as-sumut, “direzione”), “cifra” e “zero” tutti i termini derivati dalla lingua araba.
Curiosa risulta essere poi l’origine di alcuni termini legati alla sfera dei giochi e dei passatempi; forse non tutti sanno che gli scacchi furono inventati dagli Indiani e conosciuti per la prima volta dagli Arabi in Persia, i quali a loro volta ne diffusero la pratica in Europa.


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