Il tempio di Gerusalemme


Il destino del tempio di Salomone è strettamente legato a quello del suo popolo; voluta dal re David e realizzato da Salomone per celebrare l'alleanza del popolo ebraico con jahwèh, il tempio fu costruito, nel X secolo a.C., nel luogo più alto di Gerusalemme. Vero e proprio simbolo dell'unità morale e religiosa del popolo ebraico, esso fu più volte depredato, distrutto e ricostruito; i primi furono i babilonesi che, nel 536 a. C., guidati dal re Nabucodonosor, razziarono l'edificio del suo tesoro e lo distrussero. Il tempio primitivo era di modeste dimensioni; era formato da un edificio, riservato al culto, circondato da un recinto sacro, al cui esterno si trovavano una vasca circolare, usata dei sacerdoti per purificarsi prima di compiere riti, è un altare per bruciare le offerte. Al fondo del tempio vero e proprio era situato un locale senza finestre, di 9 m di lato: il sancta sanctorum, Dove erano custodite l'Arca dell'alleanza, contenente le Tavole della legge, e la menorah, il candelabro sempre acceso, simbolo del popolo israelita, i cui sette bracci rappresentano i sette giorni della creazione. A questa stanza poteva accedere soltanto il sommo sacerdote, una volta l'anno, per il rituale sacrificio di espiazione delle colpe del popolo di Israele, secondo le prescrizioni che Dio stesso aveva dato a Mosè. Con il rito del sacrificio il sommo sacerdote cancellava tutte le contaminazioni e le colpe del popolo, riportandolo alla purezza originaria. Nel 539 a.C. Ciro II concesse agli ebrei di ritornare in patria e di ricostruire il tempio, che venne poi ancora restaurato e ingrandito da Erode I Grande nel 20 a.C. per riportarlo al suo splendore originario. All'angolo nord-occidentale della grande Spianata del Tempio, Erode fece erigere, a scopo difensivo, una fortezza, chiamata Antonio in onore del generale romano Marcantonio. La spianata stessa del tempio fu ampliata e circondata sui quattro lati da un porticato. Al centro si trovava il tempio vero e proprio, arricchito di nuovi ornamenti e decorazioni. Sul lato meridionale venne costruita la Stoá, o portico regale, sostenuta da 4 file di colonne massicce; era utilizzata per la vendita di articoli religiosi e per l'insegnamento dei rabbini.

Una larga rampi di scale, sul lato sud, conduceva ai cancelli della Spianata del Tempio. Il tempio fu distrutto definitivamente durante la rivolta degli Ebrei nel 70 d.C. dall'esercito romano del generale Tito, futuro imperatore, che lo spogliò di tutte le sue ricchezze, trasportate a Roma come parte del bottino di guerra. Oggi sulla Spianata del Tempio si erge la splendida Moschea della Roccia, dalla cupola d'oro, mentre unica vestigia rimasta del Tempio è uno dei muri che ne sostenevano la Spianata, il "Muro del pianto", che gli Ebrei reputano il luogo più sacro della Terra e da cui elevano le preghiere a Jahwèh.

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