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Sumeri - Divisione in gruppi

Gli abitanti erano divisi in diversi gruppi. Intorno al tempio e al palazzo vivevano gli uomini incaricati di far eseguire le direttive dei funzionari reali e dei sacerdoti, che venivano generalmente compensati in natura. Più in là stavano mercanti e artigiani; anche la loro attività era legata agli ordini del re e dei sacerdoti. Il commercio era assai fiorente, perché la bassa Mesopotamia è povera di materie prime; così lo stagno necessario per produrre il bronzo, il legname, le fibre tessili, le pietre preziose per le statue degli dei e per gli ornamenti delle donne dovevano essere acquistati dai Paesi circostanti. Gli scambi agli inizi si basavano per lo più sul baratto; poco a poco cominciarono a essere utilizzate misure di oro e d’argento.
C’era poi il grande numero dei contadini che coltivavano gli appezzamenti di terra loro affidati, servendosi di aratri con il vomere di legno, trainati da buoi. La mietitura avveniva, naturalmente, a mano, con falci dalla lama di bronzo. I raccolti venivano trasportati a dorso di asino o su carri trainati da buoi ai magazzini del re o del tempio, e da qui ridistribuiti.

Le donne generalmente si occupavano della casa, della cura dei figli, della tessitura e della decorazione delle ceramiche. Il loro valore e il loro riconoscimento sociale erano legati alla maternità: una donna che avesse generato figli non poteva essere abbandonata dal marito, mentre una moglie sterile poteva essere ripudiata. Inoltre la madre vedova conservava i diritti sui figli e sulle proprietà, mentre in altre civiltà una donna rimasta vedova veniva messa sotto la tutela di un altro uomo. Del resto il grande rilievo accordato a divinità femminili e l’importanza delle sacerdotesse confermano la considerazione relativamente alta riservata alle donne. Le ingiustizie peraltro dovevano essere frequenti, se già a meta del III millennio un re – Urukagina di Lagash – emanò un editto che, tra l’altro, prevedeva pesanti pene per chi non rispettava i diritti degli orfani e delle vedove.

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