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Sumeri – Comunicazione e documentazione

Per noi uomini moderni l'idea di scrittura si associa, con spontanea immediatezza, a quella di “comunicazione”. La scrittura serve a mettere in rapporto gli esseri umani, a rendere accessibili le informazioni, a trasmettere una cultura potenzialmente accessibile a tutti. Essa, in altre parole, serve a unire gli uomini. Questo è vero, in parte, anche per il 3000 a.C. Grazie alla scrittura fu possibile trasmettere messaggi a lunga distanza. Prima lo si faceva per mezzo di messaggeri che ripetevano brevi testi a memoria. Ma il messaggio trasmesso per mezzo della tavoletta (nacquero da qui le prime corrispondenze epistolari) aveva un importante requisito in più: conteneva in sé la garanzia dell'autenticità e la possibilità di essere conservato come documento. La scrittura, infatti, vince non solo la distanza, ma anche il tempo. L'amministrazione dei templi e dei palazzi diedi infatti vita ai primi archivi di tavolette, dove i testi erano distribuiti e conservati secondo criteri precisi. La memoria dei singoli addetti cedeva il passo a un sistema più obiettivo di registrazione. L'importanza di questi archivi per gli storici moderni è inestimabile: senza di essi sapremmo incomparabilmente meno di questa parte della storia umana che vide la nascita della città e della scrittura.

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