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I fenici

A nord della Palestina, sul territorio dell’attuale libano, si erano stanziati Fenici. Essi erano un piccolo popolo, primo di grande territori agricoli e di forza militare, situato alla periferia dei grandi imperi (Babilonese Egizio).
I Fenici, per vivere, scelgono la via del commercio e della navigazione offrendo ai grandi imperi servizi specializzati. A questa scelta, i Fenici erano spinti dalla loro stessa collocazione geografica: le loro città, Biblo, Tiro, Sidone, Ugarit (sviluppatesi tra il 2000 e il 1550 a.C.) erano situate su eccellenti porti che formavano la cerniera di congiunzione tra il mediterraneo e le grandi regioni dell’interno, la Siria, la Mesopotamia, la Persia. Lo stesso viaggio per mare da Biblo al delta del Nilo durava circa una settimana. Inoltre, le foreste del Libano offrivano ottimo legname di cedro per la costruzione delle navi.
Il commercio marittimo, più agevole, rapido e meno costoso di quello via terra, permise alle città fenicie di accumulare grandi ricchezze.

I fenici avevano una grande flotta commerciale e una potente flotta militare; le navi da guerra erano necessarie ai Fenici, sia per proteggere le proprie rotte commerciali, sia per attaccare, con veri e propri atti di pirateria, le navi dei loro concorrenti, in particolare dei Greci (nell’antichità, del resto, non c’era grande distinzione tra commercio e pirateria, che venivano visti come due aspetti di una stessa attività). Il bottino era costituito non solo dal carico delle navi catturate, ma dagli uomini del loro equipaggio o dai villaggi costieri attaccati.: i prigionieri venivano venduti come schiavi e rappresentavano una merce preziosa che i Fenici cominciarono a far circolare nel mondo antico.
La navi da guerra proteggevano inoltre lo stanziamento delle colonie che vennero stabilite nei punti chiave delle maggiori rotte commerciali. Queste colonie erano inizialmente costituite da scali per le navi commerciali, dotati di attrezzature per la riparazione delle navi e di magazzini per la raccolta delle merci. Le colonie fenice erano stanziate soprattutto nell’Occidente mediterraneo, cui si affacciavano zone ricche di materie prime e ancora semibarbare intorno all’anno 1000 a.C. (Africa settentrionale, Sicilia, Sardegna, Spagna).

Le navi fenice da guerra presentavano una grande innovazione tecnologica che le rendeva nettamente superiori alle navi egiziane per robustezza e velocità : la chiglia, in un solo pezzo di legno a grande resistenza. Con il bordo molto basso sulla linea dell’acqua, lo sprone affilato a prua, il sistema di propulsione misto, a remi e a vela, queste navi- erano veloci e potenti mezzi da combattimento, assai manovrabili in battaglia e resistenti alle tempeste.

I fenici trovarono la maniera per ricavare molto denaro dalle loro flotte militari: le affittavano, assieme agli equipaggi, come truppe mercenarie, agli imperi dell’interno che non disponevano di molte navi, né delle conoscenze tecnologiche per costruirle e manovrarle.

I Fenici non si limitarono a diffondere nel Mediterraneo le merci: diffusero molte conoscenze tecniche e culturali:
• La scrittura alfabetica, da loro inventata, e che permise a tutti di imparare a scrivere, mentre prima la scrittura era riservata ai sacerdoti. I Fenici ne fecero un agile strumento per il commercio;
• La lavorazione del ferro, che non fu inventata da loro ma che loro fecero conoscere facendo così tramontare definitivamente l’Età del Bronzo. Fino a che gli strumenti furono di bronzo, solo i grandi imperi potevano permettersi la produzione di strumenti in metallo, poiché solo loro avevano la ricchezza per organizzare le lunghe spedizioni marittime per procurarsi il rame e lo stagno necessari; quando invece, si cominciò a usare il ferro tutti i popoli, grandi e piccoli, poterono fabbricare strumenti in metallo, poiché il ferro è diffuso ovunque nell’area del Mediterraneo;
• La moneta coniata diffusa intorno al 700a.C. non fu inventata dai Fenici, comparve forse per la prima volta nell’impero ittita ma furono i Fenici a farla conoscere nel Mediterraneo. Anche i salari venivano così pagati in denaro anziché in cibo.

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