Le Riforme di Settimio Severo

Il potenziamento degli eserciti ai confini di Roma portò da una parte all'aumento delle spese militari, dall'altra parte all'accrescimento di potere del ceto militare in generale. I soldati avevano risentito anch'essi della crisi finanziaria e richiedevano un ruolo politico più attivo e una maggiore considerazione.
Perciò, accanto alle forse che tradizionalmente lottavano per imporre i propri candidati al trono imperiale, cioè senatori e prefetti al pretorio, si aggiunsero i legionari, i quali proponevano come imperatori i loro comandanti. Tra i vari pretendenti al trono prevalse un valente generale di origine africana Settimio Severo, governatore della Pannonia e dichiarò guerra agli altri pretendenti. Infine nel 193 divenne imperatore, inaugurando una procedura di elezione militare che avrebbe avuto grande successo in seguito.
Settimo Severo si presentò come un prosecutore della dinastia degli Antonini. La dinastia da lui fondata, detta dei Severi- di cui fecero parte il figlio Caracalla e i nipoti Elagabalo e Severo Alessandro.
Severo mise in atto numerose riforme per migliorare le condizioni di vita e di servizio dei soldati. Infatti aumentò lo stipendio dei legionari e permise ai soldati di sposarsi e di tenere le proprie famiglie presso luoghi più sicuri. Infine istituì l'annona militaris che servì a risolvere il problema dell'approvvigionamento delle truppe e a riequilibrare il peso fiscale nell'impero.

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